DIRETTORE RESPONSABILE FRANCESCO CARRASSI

22 Agosto 2026

Tony – Diario di un Giovane Cuoco, prima di Anthony Bourdain

AGIPRESS – La raccomandazione di questa settimana è per me particolarmente speciale. Dominic Sessa e Leo Woodall sono infatti due degli interpreti che considero più formidabili tra i giovani talenti emersi negli ultimi anni, e ritrovarli insieme in Tony – Diario di un Giovane Cuoco, diretto da Matt Johnson, è uno dei motivi per cui attendo con particolare curiosità questo film.

Tony – Diario di un Giovane Cuoco arriverà nelle sale italiane il 27 agosto, distribuito da I Wonder Pictures. La pellicola racconta gli anni della giovinezza di Anthony Bourdain, molto prima che diventasse lo chef, scrittore e volto televisivo conosciuto in tutto il mondo.
Il film ci presenta un Bourdain ancora lontano dalla fama. Un ragazzo ribelle e inquieto, alla costante ricerca di una direzione. È nelle cucine dei ristoranti di basso rango che troverà un modo per dare un senso alla propria irrequietezza. In questo percorso entra in gioco la figura di un mentore severo, interpretato da Antonio Banderas, padre della sua formazione.

Il mondo della ristorazione viene raccontato come un luogo di altissima formazione e sopravvivenza. Una singola estate diventa così il momento nel quale qualcosa comincia a cambiare per sempre, il giovane Bourdain inizia lentamente a comprendere quale direzione dare alla propria vita.
La storia prende ispirazione da Kitchen Confidential – Avventure gastronomiche a New York, l’autobiografia pubblicata da Bourdain che ha contribuito a trasformarlo in una delle voci più riconoscibili della cultura culinaria, anche se riduttivo, contemporanea. Nel libro lo chef racconta senza filtri il dietro le quinte della ristorazione, tra contraddizioni e disillusioni. Un racconto che andava ben oltre la cucina e che utilizzava il cibo come strumento per osservare le persone e il mondo che le circonda.

È proprio questa dimensione a rendere interessante il film di Matt Johnson. Invece di concentrarsi sull’icona che Bourdain sarebbe diventato, sceglie di guardare un uomo che esisteva prima di quella trasformazione, raccontarlo prima del personaggio pubblico, quando tutto è ancora possibile e la strada da percorrere è ancora troppo incerta per poter essere tracciata.

Elena Sofia Vitali

AGIPRESS

ARTICOLI CORRELATI
Torna in alto