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30 Agosto 2026

Silent Friend di Ildikó Enyedi, dove il tempo mette radici

AGIPRESS – Ci sono film che pretendono di raccontare il mondo e altri che provano a guardarlo con tutta la sensibilità possibile. Silent Friend, diretto da Ildikó Enyedi, appartiene alla seconda categoria. Un’opera delicata e fuori dagli schemi che, attraverso il rapporto tra esseri umani e natura, mette l’accento sul nostro bisogno di sentirci parte di qualcosa di più grande.

Ambientato nel giardino botanico di Marburgo, antica città universitaria tedesca, il film attraversa oltre un secolo seguendo tre storie ambientate nel 1908, nel 1972 e nel 2020. A unirle è un maestoso ginkgo, testimone silenzioso delle trasformazioni dei protagonisti.

Nel 1908 una giovane donna, prima studentessa ammessa all’università, si avvicina alla fotografia e scopre nelle forme delle piante comuni una rappresentazione segreta dell’universo. Nel 1972, l’osservazione di un semplice geranio diventa invece l’origine di una profonda trasformazione personale. Nel 2020, un neuroscienziato di Hong Kong impegnato nello studio della mente infantile dà vita a un esperimento proprio attorno all’antico ginkgo.

Enyedi costruisce così un racconto che mette in relazione scienza e contemplazione, interrogandosi sul modo in cui l’essere umano ha imparato a guardare, anziché raccontarla e farla sua, la natura. Gli elementi più ordinari del paesaggio diventano interlocutori, davanti ai quali i protagonisti sono costretti a riconsiderare il proprio modo di stare al mondo.

La fotografia di Gergely Pálos contribuisce a creare piccole epifanie quotidiane, mentre il cast, composto tra gli altri da Tony Leung Chiu-wai, Luna Wedler e Léa Seydoux, accompagna i tre distinti percorsi umani.

Presentato all’82ª Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, dove ha conquistato il Premio FIPRESCI e il Premio Marcello Mastroianni assegnato a Luna Wedler, Silent Friend arriva nelle sale italiane il 3 settembre, distribuito da Movies Inspired.

Un film curioso e dolceamaro che non pretende di insegnarci come comprendere il mondo naturale, ma ci invita semplicemente a fermarci e ad ascoltarlo.

Elena Sofia Vitali

AGIPRESS

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