AGIPRESS – Ci sono donne che attraversano la politica e donne che contribuiscono a cambiarla. Emma Bonino appartiene senza dubbio alla seconda categoria. Negli anni Settanta, quando l’aborto clandestino era una realtà dolorosa e pericolosa per migliaia di italiane, Bonino scelse di esporsi personalmente. Fondò nel 1975 il CISA, Centro di informazione sulla sterilizzazione e sull’aborto, e arrivò ad autodenunciarsi pubblicamente. Quella scelta di disobbedienza civile contribuì a portare alla luce una realtà che la società preferiva non vedere e alimentò una mobilitazione che avrebbe accompagnato l’approvazione della legge 194 nel 1978.
Ma quella fu soltanto una delle sue battaglie. Contraccezione, libertà di scelta, salute sessuale e
riproduttiva: si è battuta contro le mutilazioni genitali femminili e per i diritti delle donne. Bonino
ha sempre difeso l’idea che il corpo di una donna non potesse essere un territorio sul quale altri decidessero al suo posto. È stata deputata al Parlamento italiano, parlamentare europea, commissaria europea, vicepresidente del Senato e ministra degli Affari esteri.
In ogni incarico ha portato con sé lo stesso patrimonio di idee: diritti umani, libertà individuali,
democrazia, europeismo e difesa della dignità della persona. Ha sostenuto la giustizia internazionale e la difesa dei diritti umani, portando la sua voce anche nei luoghi delle crisi e dei conflitti. È stata una donna capace di pagare personalmente il prezzo delle proprie convinzioni: arresti, scioperi della fame, proteste, campagne difficili. Non sempre ha vinto. Non tutte le sue idee sono diventate leggi e non tutte le sue posizioni hanno trovato consenso. Ma proprio qui sta una parte importante della sua eredità: Bonino ha dimostrato che la politica può significare anche avere il coraggio di sostenere una battaglia prima che quella battaglia diventi popolare.
Emma Bonino ha chiesto di essere libera non in quanto donna, ma perché persona. Perché ogni volta che ha difeso la libertà di una donna di decidere sul proprio corpo, ha difeso un principio che riguarda tutti. La sua storia lascia una domanda soprattutto alle generazioni più giovani: che cosa siamo disposti a fare quando un diritto che consideriamo acquisito viene messo in discussione?
Emma Bonino ci ha insegnato che i diritti non sono mai conquistati una volta per tutte. Vanno difesi, giorno dopo giorno. E spesso qualcuno deve avere il coraggio di iniziare a farlo quando gli altri preferiscono ancora tacere. È forse questa la sua eredità più grande: non averci insegnato soltanto quali battaglie combattere, ma averci mostrato che, per cambiare una società, a volte bisogna avere il coraggio di essere minoranza.
Francesca Galati





