Profumo di fragola
Sara è una giovane donna.
Io so solo il suo nome e qualche notizia frammentata.
Mi hanno detto che vuole vivere così: per strada, con tutti quegli altri.
Dannazione.
Passa accanto con il suo viso stanco.
Porta un bicchiere e una birra, l’ennesima, senza farsi vedere.
Cammina piano.
Fermati, piccola: qui la notte è già arrivata.
C’è afa.
Senti che caldo?…o forse no?
Seduta per terra, nella polvere, nel fumo e non solo quello delle macchine.
Distesa in un’aiuola secca come il Sahara, accanto a chi non ha mai conosciuto il rispetto per una donna.
Lei, reietta di se stessa.
Condannata all’inferno, senza capo d’accusa.
Forse non riesce a stare.
Forse non è stata accettata.
Qui sta, a dispetto del mondo che la rifiuta, che non la vede, che non la tollera.
Eppure profuma di fragola.
Non so se fosse reale, quel profumo.
Forse era solo una mia percezione, di notte.
Cammina lentamente, mentre le giornate si accorciano e sembrano accanirsi su di lei.
Con il buio, con il vento impolverato, dalle correnti ancestrali che non le cambiano la sorte che sta per arrivare: la brutta stagione.
di Gianna Albano, scrittrice
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