“La cosa che la feriva davvero era il pregiudizio: quel giudizio facile che troppo spesso le veniva addosso da chi non aveva gli strumenti per capire.”
Quella risposta secca, a volte persino cattiva, le arrivava,
ancora prima di aver aperto bocca.
Era un colpo improvviso, che la precedeva come un’ombra ostile.
E lei che aveva scelto la gentilezza, la chiarezza, la misura, si ritrovava d’un tratto a sentirsi incomprensibile e incompresa come se le sue parole fossero state travisate ancor prima di nascere.
Il pregiudizio, quel maledetto preconcetto che non le apparteneva, cadeva su di lei con la rapidità di un riflesso sbagliato.
Bastava un attimo, e già scivolava nell’afflizione, nel dubbio.
Sapeva di essersi espressa correttamente, di aver parlato con cura…eppure la risposta dell’altro arrivava come una porta chiusa mentre lei stava ancora sorridendo.
E tutto questo, paradossalmente, dopo un buon caffè…
Come se nemmeno i piccoli rituali del mattino potessero proteggerla da certe disattenzioni dell’anima altrui.
di Gianna Albano




