Affitti alle stelle
Settembre.
La città si riempie di persone in cerca di una casa: studenti e lavoratori che inseguono un nuovo approdo, fuori sede che sperano in un affitto possibile.
Li guardo muoversi come piccole orbite impazzite… e mentre li osservo, sento che anche la mia ricerca scivola dentro quel buco nero, dove scompare tutto ciò che cerco.
Dopotutto, ET non è poi così diverso da me.
Ogni tre anni, mi ritrovo, mio malgrado, a lasciare una casa che è diventata il mio mondo.
E ricomincia la ricerca di una nuova dimora, a dir poco con problemi ultragalattici.
Inizia la caccia alle case: poche, carissime.
Le agenzie chiedono cifre alle stelle, percentuali assurde, tre mensilità di caparra, contratti transitori che sembrano scritti su un altro pianeta.
E allora la mente si rifugia nella sua frase iconica, quella di ET che conosco a memoria:
…ET…te-le-fo-no…ca-sa…
Perchè il telefono, in questi momenti, serve davvero: per contattare quelle agenzie interstellari, con gli affitti alle stelle!
Cammino tra quei palazzi galassia, e io stessa ho gli occhi persi nel vuoto cosmico, non trovo nulla, il tempo mi pressa e mi sento minuscola, proprio come ET, fragile extraterrestre in cerca di un approdo.
E mi chiedo se lassù, da qualche parte, esista una civiltà superiore pronta a salvarmi da questa giungla di cemento e di agenzie.
Poi alzo gli occhi al cielo, alla luna.
E qualcosa si muove.
Una luce si accende anche per me.
Andromeda…
di Gianna Albano, scrittrice
AGIPRESS





