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24 Ottobre 2026

Holter cardiaco in farmacia, premio Forum PA Sanità 2026 alla Toscana

AGIPRESS – FIRENZE – Portare la diagnostica cardiologica più vicino ai cittadini, ridurre le attese e garantire servizi specialistici anche a chi vive lontano dai grandi ospedali. È questo il valore del modello toscano per l’esecuzione dell’holter cardiaco in farmacia, che ha ottenuto il Premio Forum PA Sanità 2026, riconoscimento assegnato a progetti innovativi capaci di migliorare l’accessibilità e la qualità dei servizi sanitari. Il progetto consente ai pazienti ai quali il medico ha prescritto il monitoraggio dell’attività cardiaca nelle 24 ore di effettuare l’esame nelle farmacie pubbliche e private convenzionate che hanno aderito all’iniziativa, senza doversi necessariamente recare in ospedale.

Soddisfazione è stata espressa dal presidente della Regione Toscana, Eugenio Giani, e dall’assessora regionale alla Sanità, Monia Monni. «L’obiettivo è spostare la prestazione diagnostica dall’ospedale al territorio, andando a incidere in modo significativo sulle liste d’attesa», hanno sottolineato, evidenziando come il riconoscimento confermi il ruolo della sanità digitale toscana e la capacità di avvicinare i servizi alle persone, soprattutto a quelle che risiedono nelle aree più svantaggiate, mantenendo elevati standard di qualità, sicurezza e appropriatezza delle cure. Il premio valorizza un modello organizzativo che integra farmacie, professionisti sanitari e strutture ospedaliere, sfruttando la telemedicina per rendere più semplice l’accesso alla diagnostica specialistica.

«Il riconoscimento – ha commentato Luciano Ciucci, direttore generale della Fondazione Monasterio – valorizza un progetto in cui crediamo molto, un esempio concreto di come la collaborazione possa tradursi in un servizio innovativo e di grande valore per i cittadini. Portiamo la diagnosi specialistica più vicino alle persone, anche a chi vive lontano dai grandi centri, senza rinunciare alla qualità e alla sicurezza delle cure».

Ciucci ha inoltre sottolineato come i risultati raggiunti confermino l’efficacia di un modello che coniuga prossimità e competenza clinica, mettendo la telemedicina al servizio di una sanità pubblica più accessibile. Un ringraziamento è stato rivolto alle persone della Regione Toscana e alla squadra di Monasterio che hanno contribuito alla realizzazione e all’avvio operativo del servizio.

Nelle motivazioni del premio si evidenzia la capacità del progetto di trasformare la farmacia dei servizi in un nodo integrato della rete sanitaria pubblica, trasferendo sul territorio prestazioni diagnostiche specialistiche tradizionalmente erogate in ospedale. Un modello che combina prossimità, interoperabilità e collaborazione tra professionisti, ampliando concretamente l’accesso dei cittadini alla diagnostica cardiologica.

Come funziona il servizio – Avviato in via sperimentale nel luglio 2025, il progetto nasce da un accordo tra Regione Toscana, Federfarma, CISPEL e Fondazione Monasterio. Il cittadino in possesso della prescrizione del medico di medicina generale o dello specialista può prenotare l’esame attraverso il CUP, pagando il normale ticket oppure usufruendo dell’eventuale esenzione. L’applicazione e la rimozione del dispositivo avvengono direttamente in farmacia. I dati raccolti vengono quindi trasmessi, attraverso una piattaforma protetta, ai cardiologi dell’Ospedale del Cuore di Massa, che provvedono alla validazione e alla firma digitale del referto entro un massimo di cinque giorni lavorativi. I numeri confermano la diffusione del modello. Secondo gli ultimi dati forniti dalla Fondazione Monasterio, la rete coinvolge attualmente 364 farmacie pubbliche e private convenzionate. Le prestazioni erogate sono state 14.113, a fronte di circa 17.400 prenotazioni. Risultati che testimoniano il potenziale della collaborazione tra sanità pubblica e farmacie territoriali per rendere la diagnostica più accessibile e contribuire a ridurre la pressione sulle strutture ospedaliere. L’esperienza toscana si propone così come un esempio di innovazione organizzativa in cui la tecnologia non sostituisce la competenza clinica, ma permette di renderla disponibile a una platea più ampia di cittadini. AGIPRESS

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