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31 Ottobre 2026

Villa La Quiete, una scultura per Giani nel segno del “Festina lente”

AGIPRESS – FIRENZE – Una tartaruga con una vela, simbolo dell’equilibrio tra prudenza e slancio, memoria e futuro. È “Festina Lente”, la scultura in bronzo realizzata dall’artista Lucio Minigrilli e consegnata al presidente della Regione Toscana Eugenio Giani nel corso di una cerimonia a Villa La Quiete, nel giorno dell’anniversario del Patto di Famiglia dell’Elettrice Palatina, sottoscritto il 31 ottobre 1737.

L’opera è stata donata da David Caramelli, presidente del Sistema Museale di Ateneo dell’Università di Firenze, a nome delle istituzioni che operano a Villa La Quiete: Sistema Museale di Ateneo, ARS Toscana, FORMAS, Centro di Salute Globale e IRPET. La consegna si è svolta nell’ambito della conferenza “Alle radici della tutela. La nascita del concetto di patrimonio al tempo dell’Elettrice Palatina e oltre”.

La ricorrenza richiama il valore storico del Patto con cui Anna Maria Luisa de’ Medici, Elettrice Palatina, vincolò alla Toscana le collezioni artistiche della famiglia, impedendone il trasferimento fuori dal Granducato. Un atto di straordinaria lungimiranza che ha posto le basi per la conservazione di un patrimonio ancora oggi fondamentale per l’identità culturale di Firenze e della regione.

«Questa giornata racchiude un messaggio che sentiamo particolarmente vicino: custodire il valore della storia senza rinunciare alla capacità di guardare avanti – ha dichiarato David Caramelli –. Villa La Quiete è un luogo nel quale patrimonio, ricerca, cultura e istituzioni convivono ogni giorno. Consegnare quest’opera al Presidente Giani, a nome di tutte le realtà qui presenti, significa ribadire il valore di una comunità istituzionale che condivide memoria, responsabilità e visione del futuro».

Giani ha ricordato il ruolo dell’Elettrice Palatina nella tutela delle opere d’arte medicee, sottolineando il significato della scelta di celebrare la ricorrenza proprio a Villa La Quiete, luogo profondamente legato alla sua vita. «Se oggi possiamo custodire e ammirare una concentrazione di opere e di bellezza unica al mondo, lo dobbiamo anche alla sua straordinaria lungimiranza», ha affermato il presidente, richiamando il significato del motto “Festina Lente”: procedere con determinazione e slancio, ma sempre con equilibrio, consapevolezza e capacità di riflettere.

Realizzata in bronzo con la tecnica della fusione a cera persa, la scultura reinterpreta in chiave contemporanea il celebre motto latino, traducibile con “affrettati lentamente”, associato a Cosimo I de’ Medici. La tartaruga rappresenta stabilità, prudenza e ponderazione, mentre la vela gonfiata dal vento richiama energia, movimento e tensione verso il futuro.

«Con questa opera ho voluto rendere omaggio a un simbolo immortale della nostra storia – ha spiegato Lucio Minigrilli –. La fusione in bronzo a cera persa mi ha permesso di dare anima e materia a un contrasto che, in un’epoca che corre velocemente, conserva un valore e un ammonimento straordinariamente attuali».

Nel suo intervento Giani ha inoltre evidenziato la modernità del Patto di Famiglia, che stabiliva la permanenza delle collezioni medicee nel territorio affinché restassero «per ornamento dello Stato, per utilità del Pubblico e per attirare la curiosità dei Forestieri». Una disposizione che, secondo il presidente, segna il passaggio dalla proprietà privata alla concezione del patrimonio come bene pubblico, da tutelare e trasmettere alle generazioni future per la conoscenza, lo studio e l’ammirazione.

La giornata ha approfondito anche il valore storico e culturale del Patto di Famiglia. Ne hanno parlato Giulio Conticelli della Fondazione Giorgio La Pira e Donatella Conticelli, mentre Fulvio Cervini e Tessa Matteini dell’Università di Firenze hanno affrontato il tema della nascita dei primi musei pubblici.

La consegna di “Festina Lente” ha così unito arte, memoria e istituzioni, rilanciando il messaggio di una tutela del patrimonio che guarda al futuro senza perdere il legame con le proprie radici.

AGIPRESS

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