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18 Aprile 2026

Sport Therapy, lo sport entra nella cura dei bambini con tumore

AGIPRESS – MONZA – Lo sport entra ufficialmente nei percorsi di cura dei bambini e degli adolescenti con tumore, non solo come supporto fisico ma anche come leva fondamentale per il benessere psicologico. I protocolli di esercizio fisico adattato sviluppati nell’ambito del progetto europeo FORTEe hanno ottenuto il riconoscimento scientifico della Federazione Medico Sportiva Italiana e della European Federation of Sports Medicine Associations, segnando un passo decisivo verso un approccio sempre più integrato alla cura oncologica pediatrica.

I protocolli, ideati anche presso il Centro Maria Letizia Verga di Monza, sono stati sviluppati all’interno del progetto “Sport Therapy”, promosso dalla Fondazione Maria Letizia Verga. L’iniziativa ha coinvolto oltre 450 giovani pazienti in dieci centri oncologici europei distribuiti in otto Paesi, tra cui Milano, Madrid, Lione e Oxford. Il riconoscimento è stato annunciato durante la General Assembly del progetto, in corso a Mainz, dove i protocolli sono stati presentati e resi disponibili gratuitamente in formato ebook, con l’obiettivo di favorirne la diffusione a livello globale.

«Questo risultato conferma che l’esercizio fisico di precisione può entrare a pieno titolo nel percorso di cura dei giovani pazienti oncologici», ha spiegato Francesca Lanfranconi, responsabile del progetto Sport Therapy. «Abbiamo lavorato per anni per costruire protocolli sicuri ed efficaci, adattabili anche alle condizioni più fragili». Ma accanto ai benefici clinici, emerge con forza anche il valore psicologico dello sport. L’attività fisica, infatti, contribuisce a migliorare l’umore, ridurre ansia e stress legati alla malattia e restituire ai bambini una dimensione di normalità e socialità spesso compromessa dal percorso terapeutico. Lo sport diventa così uno strumento di resilienza, capace di rafforzare l’autostima e sostenere i giovani pazienti anche sul piano emotivo.

L’obiettivo è ora quello di trasformare questi protocolli in linee guida internazionali condivise, in collaborazione con la comunità scientifica globale. Il valore del riconoscimento è rafforzato dal ruolo delle due istituzioni coinvolte: la FMSI, autorità di riferimento in Italia per la medicina dello sport, e l’EFSMA, organismo europeo impegnato nella promozione della ricerca e degli standard clinici.
Il progetto FORTEe, coordinato dall’Università Johannes Gutenberg di Mainz, riunisce sedici istituzioni di otto Paesi europei. Il Centro Maria Letizia Verga si distingue per aver arruolato il numero più alto di pazienti, con 100 partecipanti. L’analisi dei dati è ancora in corso, mentre la diffusione completa dei risultati è prevista entro la fine del 2026. Un percorso che potrebbe cambiare in modo significativo l’approccio alla cura oncologica pediatrica, introducendo lo sport non solo come supporto fisico, ma come elemento centrale per il benessere complessivo – fisico e psicologico – dei giovani pazienti.

Davide Lacangellera

AGIPRESS

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