
AGIPRESS – FIRENZE – Dieci anni di crescita, radicamento territoriale e trasformazioni del sistema bancario. Il Banco Fiorentino ha celebrato alla Stazione Leopolda di Firenze il proprio decennale, riunendo rappresentanti delle istituzioni, del mondo del credito, della politica e dell’economia per una giornata dedicata al presente e soprattutto al futuro della banca cooperativa. Nato nel 2016 dalla fusione delle BCC di Mugello, Signa e Impruneta, il Banco Fiorentino ha successivamente integrato la Banca di Credito Cooperativo di Pisa e Fornacette. Oggi l’istituto conta 39 filiali, 339 dipendenti e 24.607 soci, con una presenza consolidata in diversi territori della Toscana.
Renzi: “Le Bcc sono più forti grazie alla riforma”
Tra gli interventi della giornata, particolare attenzione è stata dedicata alla riforma bancaria del 2016. A parlarne è stato Matteo Renzi, intervenuto a margine dell’evento.
“Quelle riforme di 10 anni fa, sia quella sul credito cooperativo, che sulle banche popolari, furono molto criticate”, ha ricordato Renzi, spiegando che all’epoca molti temevano che il processo di riorganizzazione potesse finire per “distruggere i territori”.
Secondo il leader di Italia Viva, invece, “le strutture delle Bcc si sono organizzate e sono molto più forti di prima”. La riforma, ha aggiunto, “ha dato solidità alle vere banche sul territorio”, anche attraverso fusioni e alleanze. Renzi ha collegato inoltre il successivo processo di consolidamento del sistema bancario alla trasformazione delle banche popolari in società per azioni. “Il risiko bancario nasce dalla riforma delle banche popolari”, ha detto, sostenendo che il percorso abbia favorito il consolidamento di alcuni grandi gruppi. “Se oggi hai, essenzialmente, Intesa e Unicredit come due delle cinque banche più importanti in Europa è grazie anche alla riforma delle popolari”, ha concluso.
Il valore del territorio
Il tema del rapporto tra banca e comunità ha rappresentato uno dei fili conduttori del decennale. Alla vigilia dell’evento, il presidente del Banco Fiorentino Paolo Raffini aveva sottolineato la scelta di costruire una banca capace di crescere mantenendo la propria identità cooperativa.
“Dieci anni fa abbiamo scommesso su un’idea semplice ma ambiziosa: dimostrare che una banca del territorio, di proprietà del territorio, può crescere restando fedele alla propria identità cooperativa”, aveva dichiarato Raffini. Il percorso, ha spiegato, dalla fusione delle realtà di Mugello, Signa e Impruneta fino all’integrazione con Pisa e Fornacette, dimostra come “l’unione tra territori diversi, quando è guidata da valori condivisi, genera valore per tutti: per i soci, per i clienti e per le persone che ogni giorno lavorano in banca”.
Credito cooperativo e innovazione
Il confronto alla Leopolda ha quindi guardato alle prospettive del credito cooperativo, con gli interventi del presidente di Federcasse Augusto Dell’Erba e del presidente della Federazione Toscana BCC Matteo Spanò. Spazio anche alla trasformazione digitale e all’intelligenza artificiale, tema affrontato nel panel “AI: opportunità o concorrenza silenziosa?”, con il direttore del Gruppo BCC Iccrea Mauro Pastore, il direttore generale del Banco Fiorentino Davide Menetti e gli europarlamentari Dario Nardella e Francesco Torselli. Il programma dell’incontro indicava tra gli obiettivi del confronto l’analisi dell’impatto delle nuove tecnologie sul settore bancario e sui nuovi scenari competitivi. Proprio Menetti, alla vigilia della celebrazione, aveva evidenziato la crescita raggiunta dall’istituto e la necessità di affrontare nuove sfide, “dalla trasformazione digitale ai nuovi scenari competitivi legati all’intelligenza artificiale”.
Export e futuro dell’Europa
La giornata ha affrontato anche il rapporto tra sistema bancario e imprese, con un approfondimento sulla sfida dell’export e sul sistema delle garanzie, affidato al presidente di SACE Guglielmo Picchi. Il futuro del sistema bancario europeo è stato invece al centro dell’intervento dell’europarlamentare Giovanni Crosetto, componente della Commissione ECON. Il programma ha così messo in relazione la dimensione territoriale delle Bcc con le trasformazioni del mercato finanziario europeo. Alla giornata hanno partecipato, tra gli altri, il presidente della Regione Toscana Eugenio Giani, la sindaca di Firenze Sara Funaro, l’arcivescovo di Firenze Gherardo Gambelli e i sindaci dei territori storicamente legati al Banco Fiorentino. Previsto anche un contributo video del presidente dell’ABI Antonio Patuelli.
Dieci anni e una nuova fase
Il decennale è stato quindi l’occasione per ripercorrere la storia del Banco Fiorentino e, contemporaneamente, aprire una riflessione sulle trasformazioni che attendono il credito cooperativo: consolidamento del sistema, innovazione tecnologica, intelligenza artificiale, sostegno alle imprese e capacità di mantenere un rapporto diretto con i territori. “Sabato festeggiamo insieme un decennio di storia – aveva detto Raffini alla vigilia – ma soprattutto guardiamo al futuro con la stessa energia con cui siamo partiti”. La celebrazione alla Leopolda si è conclusa con la cena sociale, la presentazione del libro dedicato ai dieci anni del Banco Fiorentino e lo spettacolo di Paolo Cevoli.
d.l.
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