DIRETTORE RESPONSABILE FRANCESCO CARRASSI

23 Settembre 2026

SIMG: “Il Registro nazionale diabete sia integrato con i dati dei medici di famiglia

AGIPRESS – La Società Italiana dei Medici di Medicina Generale e delle Cure Primarie (SIMG) esprime apprezzamento per lo schema di decreto volto all’istituzione del Registro nazionale diabete, ma richiama la necessità di integrarne la struttura con le informazioni cliniche raccolte dalla Medicina Generale. Secondo l’associazione, l’impianto attuale del provvedimento si focalizza prevalentemente sui flussi amministrativi e sui dati provenienti dai centri diabetologici specialistici, tralasciando il contributo informativo prodotto dagli ambulatori dei medici di famiglia.

La rilevazione prevista dal decreto attinge a fonti quali ricoveri ospedalieri, prescrizioni farmaceutiche, esenzioni per patologia, prestazioni specialistiche, accessi al pronto soccorso e piani terapeutici. La SIMG sottolinea come questo approccio rischi di produrre una fotografia incompleta dell’epidemiologia del diabete di tipo 2, non includendo parametri clinici fondamentali — come i valori dell’emoglobina glicata, la pressione arteriosa, il profilo lipidico e la funzionalità renale — rilevati quotidianamente sul territorio per i pazienti gestiti dai medici di medicina generale, comprese le persone trattate esclusivamente tramite indicazioni dietetiche o non esenti.

“Il Registro nazionale diabete è un passo atteso da anni e va salutato con favore. Perché sia davvero il registro di tutte le persone con diabete occorre però che includa, accanto ai flussi amministrativi e ai dati dei centri diabetologici, anche i dati clinici della Medicina Generale. Senza quei dati conosceremo bene ricoveri, prestazioni specialistiche ed esenzioni, ma molto meno la qualità delle cure sul territorio, dove vive la maggior parte dei pazienti diabetici e della loro relativa presa in carico quotidiana”, ha dichiarato il Prof. Claudio Cricelli, Presidente Emerito Vicario SIMG.

In merito agli aspetti gestionali e diagnostici sul territorio, Gerardo Medea (nella foto), Responsabile nazionale SIMG Area Metabolica, ha evidenziato: “Il diabete di tipo 2 non è una patologia che vive soltanto nei centri specialistici: vive ogni giorno negli ambulatori dei medici di famiglia. Se il Registro non acquisisce anche queste informazioni, rischia di misurare bene le prestazioni erogate, ma meno bene la qualità reale della presa in carico territoriale”.

Il provvedimento stabilisce che le Regioni e le Province autonome istituiscano i propri registri territoriali ed individuino i centri di riferimento entro 180 giorni dalla pubblicazione del decreto in Gazzetta Ufficiale. A questo proposito, la SIMG individua nel passaggio dell’intesa in Conferenza Stato-Regioni l’opportunità per includere formalmente la Medicina Generale tra le fonti informative della rete di monitoraggio.

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