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26 Settembre 2026

NAZA, la macchina che trasforma la morte in un numero

AGIPRESS – Presentato alla Ottantatreesima Mostra del Cinema di Venezia, dove ha ricevuto il Premio Speciale della Giuria, NAZA si inserisce nel solco del cinema documentario d’inchiesta e porta sullo schermo una ricostruzione delle pratiche militari adottate durante la guerra a Gaza. Il film è diretto da Yuval Abraham e Rachel Szor, già autori insieme di No Other Land, il documentario del 2024 che aveva raccontato la realtà della Cisgiordania con testimonianza diretta.

La nuova opera nasce da un lavoro durato tre anni e realizzato in condizioni di particolare riservatezza. Le riprese e soprattutto gli incontri con le fonti si sono svolti prevalentemente durante la notte, sui tetti di Tel Aviv. Una scelta dettata dalla necessità di tutelare le persone intervistate, molte delle quali hanno deciso di parlare mantenendo l’anonimato. Il risultato è un’inchiesta costruita attraverso 24 testimonianze provenienti da fonti legate anche agli apparati di sicurezza israeliani. Al centro del documentario compare una parola che diventa anche il fulcro dell’indagine, NAZA. L’acronimo indicherebbe una stima del numero di civili che potrebbero essere uccisi nel corso di uno specifico bombardamento aereo sulla Striscia di Gaza. Il film vuole analizzare i processi attraverso cui vengono individuati gli obiettivi con conseguente piano di attacco e valutati i possibili effetti sulla popolazione civile.

Il progetto avrebbe preso forma anche dopo le conseguenze subite da Hamdan Ballal, coautore di No Other Land, in seguito alla crescente attenzione internazionale ottenuta dal precedente film. In questo clima i due registi hanno scelto di proteggere le proprie fonti evitando qualsiasi esposizione che potesse renderle identificabili. Anche l’arrivo del film a Venezia è stato segnato dalla cautela. NAZA è stato inserito nel programma della Mostra soltanto il 24 agosto, in seguito alle valutazioni legate alla sicurezza della proiezione. La pellicola è inoltre l’unico documentario presente in concorso nell’edizione di quest’anno, elemento che ha contribuito a renderne ancora più evidente la particolarità all’interno del programma veneziano.

Dietro la produzione figura The Guardian, con James Wilson, mentre tra i produttori esecutivi compare Jonathan Glazer, autore de La zona d’interesse. Un’altra continuità con il cinema di Glazer riguarda la musica. La colonna sonora è infatti firmata da Mica Levi, compositrice che aveva già lavorato con il regista britannico.

NAZA si presenta dunque come un’opera che cerca di spostare l’attenzione dalle sole immagini della distruzione verso i procedimenti che rendono possibile un attacco. Il film utilizza il linguaggio dell’inchiesta per interrogare la catena di decisioni che accompagna la guerra e per dare spazio a voci che, proprio per la natura delle informazioni raccontate, hanno scelto di rimanere nell’anonimato.

Elena Sofia Vitali

AGIPRESS

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