DIRETTORE RESPONSABILE FRANCESCO CARRASSI

2 Luglio 2013

BELLEZZA – La denuncia dell’Associazione italiana chirurgia plastica ed estetica: troppe le cause ingiustificate di risarcimento

Le cause mediche sono aumentate in modo quasi esponenziale: in Italia si aggirano intorno alle 30mila l’anno, tre volte più di 10 anni fa, con conseguente impennata dei premi assicurativi che hanno avuto un incremento del 600%

AGIPRESS – In vista dell’obbligo per i medici di stipulare una polizza RC, l’Associazione Italiana Chirurgia Plastica Estetica chiede un intervento del Governo: “I costi delle assicurazioni sono molto elevati e le richieste di risarcimento non giustificate sono troppe”. Cosଠl’Associazione Italiana Chirurgia Plastica Estetica denuncia: “Se l’intenzione è quella di dare una tutela maggiore ai pazienti, il rischio è che la professione medica sia chiamata ad affrontare una situazione insostenibile Il rischio è di alimentare una spirale capace di incentivare le azioni legali immotivate e far incrementare enormemente i costi che i medici devono sostenere». Giovanni Botti, presidente di AICPE commenta: «L’introduzione dell’assicurazione obbligatoria, che avrebbe dovuto calmierare le polizze, sta solamente facendo innalzare i loro costi oltre ogni misura accettabile. Cosଠmolti saranno costretti a smettere di lavorare». Le cause mediche sono aumentate in modo quasi esponenziale: in Italia si aggirano intorno alle 30mila l’anno, tre volte più di 10 anni fa, con conseguente impennata dei premi assicurativi che hanno avuto un incremento del 600%. Nel campo della chirurgia plastica estetica le cause vengono intentate perché il paziente si ritiene vittima di un errore o semplicemente perché non è soddisfatto del risultato finale ottenuto. «Capita spesso che pazienti che non hanno avuto alcun danno, anzi hanno ottenuto solo miglioramenti, provino comunque a far causa perché, in sede di tentativo di conciliazione, anche solo ottenere di non pagare l’intervento è già un bel guadagno. Non di rado vengono chiesti rimborsi stratosferici per presunti danni, che spesso sono lievissimi o addirittura non esistono, oppure si presentano denunce penali per lesioni. Nella maggior parte dei casi non si arriva ad una sentenza: l’assicurazione cerca un accordo economico». E come conseguenza diretta c’è l’aumento dei premi «che possono anche superare i 20mila euro l’anno, con franchigie da 20-25 mila euro, che restano a carico del chirurgo», osserva Botti. Affiancandosi alle iniziative avviate da altre associazioni di medici, AICPE presenterà nei prossimi giorni un’istanza al Governo affinché la situazione possa essere normata in modo più chiaro. Come preannuncia il presidente di AICPE: « Chiediamo che si trovi il modo di bloccare questi “furbi”: coloro che si rivolgono ad avvocati e tribunali solamente nella speranza di poter ottenere un risarcimento economico, pur sapendo di non aver subito alcun danno; un comportamento che fin dall’inizio viene condotto in malafede. Non desideriamo affatto giustificare i colleghi che sbagliano, ma vogliamo che il Governo intervenga per far cessare il malcostume dei contenzioni ingiustificati e sia affrontata e regolata la problematica assicurativa”. Ad Aicpe al momento hanno aderito più di 170 chirurghi in tutta Italia, tra cui si annoverano professionisti di fama e docenti universitari. Membri di Aicpe possono essere esclusivamente professionisti con una specifica e comprovata formazione in chirurgia plastica estetica, che aderiscono a un codice etico e di comportamento da seguire fuori e dentro la sala operatoria.

Agipress

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