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30 Ottobre 2026

Confesercenti, l’inflazione ‘si mangia’ la crescita

Nico Gronchi, Presidente Nazionale Confesercenti

AGIPRESS – L’aumento dei prezzi dell’energia, il settore alimentare e quello dei trasporti pesano su un’inflazione che a ottobre 2026 sale a +5,4%, toccando nuovamente i livelli registrati ad agosto 2023. Un dato significativo che pesa fortemente sul PIL che nel terzo trimestre 2026 segna una crescita zero. Una sorpresa in negativo perché le attese erano per una prosecuzione della fase espansiva registrata nella prima metà dell’anno: il rischio adesso è quello di non raggiungere il tasso di crescita dell’1% indicato dal Governo nel DPFP. Così Confesercenti commenta le rilevazioni diffuse dall’Istat su inflazione e Pil. I dati sul PIL si inseriscono in un contesto di generalizzato calo degli indicatori congiunturali, con l’occupazione che ha smesso di aumentare, la disoccupazione tornata sopra il 6%, gli indicatori di fiducia delle famiglie e del commercio in forte flessione. Su tutto pesa l’accelerazione dell’inflazione che, secondo nostre proiezioni, potrebbe superare il 6% nei prossimi due mesi, compromettendo anche le prospettive delle vendite natalizie. Un aumento dei prezzi di tale intensità determinerebbe, infatti, una contrazione del potere d’acquisto di fine anno almeno del 2%, con un effetto di contrazione sui consumi dell’ultimo trimestre che Confesercenti stima pari a 1,4 miliardi. Il quadro che emerge è quello di un’economia in decisa difficoltà. “È necessario intervenire con la Legge di Bilancio ed il DL Bollette per invertire questa tendenza. La via maestra – spiega il Presidente di Confesercenti Nico Gronchi – è quella del sostegno ai consumi e della tutela del potere d’acquisto delle famiglie, senza una ripresa dei consumi non può esserci crescita. Le misure devono contribuire a spingere la domanda interna con l’implementazione degli sgravi sull’Irpef e la detassazione fino a mille euro delle tredicesime. Resta inoltre fondamentale un intervento calmieratore sulle bollette di gas ed elettricità: l’incremento dei costi rischia di comprimere ulteriormente la spesa delle famiglie che, secondo nostre rilevazioni, sono già in una fase di riduzione con conseguenze dirette sulle imprese del commercio e dei servizi”.

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