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21 Ottobre 2026

Botteghe della Salute, 9.449 accessi in sei mesi: cresce in Toscana la rete della sanità di prossimità

AGIPRESS – Quasi 9.500 accessi in sei mesi, oltre 4.300 dei quali da parte di cittadini che si sono rivolti per la prima volta al servizio. Le Botteghe della Salute consolidano la propria presenza in Toscana, confermandosi un punto di riferimento per facilitare l’accesso ai servizi sociosanitari, soprattutto nei territori più periferici e nelle aree interne. Nel periodo compreso tra febbraio e luglio 2026, i 65 sportelli attivi sul territorio regionale hanno registrato complessivamente 9.449 accessi, di cui 4.324 da parte di nuovi utenti. Rispetto a giugno, la rete si è ampliata con dieci sportelli in più. Sono 35 quelli operativi nelle aree interne, con una copertura che raggiunge complessivamente 46 Comuni.

Promosso da Anci Toscana insieme alla Regione Toscana e confermato anche per il biennio 2026-2027, il progetto punta a rendere i servizi amministrativi e sanitari più accessibili, sostenendo in particolare le persone anziane e chi incontra maggiori difficoltà nell’utilizzo degli strumenti digitali. A evidenziare la necessità di un presidio territoriale stabile è anche il profilo demografico delle comunità interessate. Nei territori in cui operano le Botteghe della Salute, l’indice di vecchiaia raggiunge quasi quota 351, a fronte di 242 in Toscana e 208 a livello nazionale. Un dato che segnala una presenza particolarmente elevata di popolazione anziana e, di conseguenza, un fabbisogno significativo di assistenza e servizi continuativi.

Prenotazioni sanitarie e identità digitale sono le richieste più frequenti. Oltre la metà delle operazioni per cui i cittadini chiedono supporto riguarda le prenotazioni attraverso il Cup 2.0 e il portale Zerocode, che rappresentano il 23,4% del totale, l’attivazione di Spid e Carta d’identità elettronica (15,5%), l’accesso al Fascicolo sanitario elettronico (10,4%) e l’utilizzo della ricetta dematerializzata (7,8%).

«Siamo soddisfatti dei risultati raggiunti dalle Botteghe della Salute, perché dimostrano quanto sia importante portare i servizi vicino alle persone, soprattutto a chi rischia di incontrare maggiori difficoltà nell’accedervi», commenta Monia Monni, assessora regionale al Diritto alla salute, alla Sanità e alle Politiche sociali. «La sanità digitale rappresenta una grande opportunità, ma dobbiamo fare in modo che nessuno resti escluso da questa trasformazione», prosegue Monni, sottolineando il valore dei presidi di prossimità per gli anziani e per chi vive nelle aree interne e nei territori più marginali. «Innovare la sanità vuol dire anche utilizzare le nuove tecnologie senza perdere di vista i bisogni delle persone, garantendo a tutti le stesse opportunità di accesso alle cure e ai servizi sociosanitari».

Sulla stessa linea Giuseppe Gugliotti, sindaco di Sovicille e delegato di Anci Toscana alle politiche per la salute, che evidenzia l’importanza di accompagnare la trasformazione digitale senza lasciare indietro le fasce più fragili della popolazione. «Nei prossimi mesi il progetto proseguirà per consolidare i servizi e le iniziative di sensibilizzazione e prevenzione sui territori. In questo percorso sarà fondamentale anche il raccordo con le Case di Comunità», spiega Gugliotti.

Oltre alle prenotazioni e all’assistenza per gli strumenti digitali, gli sportelli offrono supporto per il cambio del medico, il pagamento dei ticket, l’utilizzo dell’App Toscana Salute e altri servizi online legati alla salute e al welfare. La loro funzione è anche quella di orientare i cittadini all’interno della rete territoriale, facilitando il collegamento con i servizi sociosanitari. Il progetto coinvolge nove enti del Terzo settore, incaricati della realizzazione delle attività, e prevede un investimento annuale superiore a 942mila euro. Il finanziamento è condiviso tra Regione Toscana, che contribuisce per il 55%, Anci Toscana e gli enti locali coinvolti. L’obiettivo è consolidare una rete di prossimità capace di coniugare innovazione digitale e inclusione sociale, affinché la distanza dai servizi e le difficoltà nell’utilizzo delle nuove tecnologie non diventino un ostacolo all’accesso alle cure e ai diritti di cittadinanza.

AGIPRESS

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