
AGIPRESS – Rafforzare la cooperazione scientifica e tecnologica tra Italia e Stati Uniti, puntando sull’innovazione sanitaria, sulla ricerca oncologica e su nuovi modelli di medicina di prossimità. È questo l’obiettivo dell’intesa siglata a Philadelphia tra Bourelly Group e Sbarro Health Research Organization (SHRO), al termine di una missione americana che ha visto protagonista Guido Bourelly, amministratore delegato del gruppo.
Il percorso è iniziato a Washington D.C., dove Bourelly ha partecipato al forum scientifico italo-americano ONE HEALTH – Italian-American Scientific Forum, promosso da SHRO insieme alla National Italian American Foundation (NIAF). L’iniziativa, dedicata al tema “Shaping the Future of Medicine”, ha riunito rappresentanti del mondo scientifico, accademico e imprenditoriale per discutere le prospettive della medicina, della ricerca e della cooperazione internazionale. Bourelly ha preso parte ai lavori anche in qualità di componente del Comitato scientifico.
La missione è proseguita a Philadelphia con la visita ai due centri di ricerca della SHRO, impegnati nello sviluppo di studi applicati all’oncologia e alle biotecnologie. Un’occasione di confronto con il professor Antonio Giordano, scienziato di riconosciuto profilo internazionale, e con Giancarlo Arra, vicepresidente della SHRO, impegnato nel consolidamento delle relazioni istituzionali e delle collaborazioni scientifiche tra Italia e Stati Uniti.
Proprio a Philadelphia è stato firmato un protocollo d’intesa per lo sviluppo di tecnologie innovative destinate ai servizi di medicina di prossimità. L’accordo punta a favorire l’integrazione tra ricerca scientifica, intelligenza artificiale, telemedicina e nuovi modelli di assistenza sanitaria, con l’obiettivo di tradurre l’innovazione tecnologica in soluzioni concrete a supporto dei cittadini e dei sistemi sanitari.
«L’intesa raggiunta a Philadelphia rappresenta un primo passo concreto verso un modello di collaborazione nel quale l’eccellenza della ricerca possa dialogare con l’innovazione tecnologica e con le esigenze quotidiane dell’assistenza sanitaria», ha dichiarato Guido Bourelly, sottolineando il valore delle relazioni tra imprese, istituzioni e comunità scientifica dei due Paesi.
La collaborazione si inserisce nel percorso di innovazione avviato da Bourelly Group e BHS, realtà impegnate nello sviluppo di nuovi modelli di assistenza attraverso l’impiego dell’intelligenza artificiale, della telemedicina, della digitalizzazione e di tecnologie avanzate per i servizi di emergenza.
In questo quadro si colloca anche SMART AMBULANCE, progetto che punta a valorizzare le potenzialità delle tecnologie applicate all’emergenza sanitaria e a promuovere soluzioni più efficienti e integrate. L’obiettivo è ampliare le prospettive internazionali dell’innovazione sviluppata in Italia, favorendo lo scambio di competenze e la realizzazione di nuovi progetti.
Bourelly ha inoltre espresso apprezzamento per il lavoro di Giancarlo Arra nel rafforzamento dei rapporti tra ricerca, imprese e istituzioni, evidenziando il ruolo delle relazioni internazionali nel trasformare le collaborazioni scientifiche in opportunità operative.
Al centro della visita anche le attività coordinate dal professor Antonio Giordano, con particolare riferimento alla ricerca oncologica e all’innovazione biomedica. Un patrimonio scientifico che, secondo Bourelly, può contribuire allo sviluppo di progettualità capaci di avvicinare i risultati della ricerca ai bisogni concreti delle persone.
Il forum di Washington e l’intesa siglata a Philadelphia delineano così nuove prospettive di collaborazione tra Italia e Stati Uniti, con particolare attenzione all’incontro tra ricerca, tecnologie digitali e assistenza territoriale. Un percorso che punta a valorizzare le competenze scientifiche e imprenditoriali per affrontare le sfide della sanità del futuro.




