
AGIPRESS – Un percorso oncologico che non si fermi alla cura della malattia, ma che accompagni le persone anche sul piano psicologico e nella gestione degli effetti collaterali delle terapie. È questo l’obiettivo di I CAREggi, il progetto presentato a Villa La Quiete alle Montalve, a Firenze, in occasione della giornata dedicata alla sensibilizzazione sul tumore al seno. Tra le novità più attese, l’attivazione di un servizio con caschi anticaduta per alcune pazienti sottoposte a chemioterapia, reso possibile grazie alle donazioni ricevute dalla Fondazione Careggi e al contributo di Corri La Vita ETS. L’iniziativa punta a rafforzare l’attenzione alla qualità della vita dei pazienti oncologici, affiancando alle cure mediche servizi dedicati al benessere psicologico e alla persona. Un impegno che vede protagonista la Fondazione Careggi, promotrice del progetto insieme all’Azienda ospedaliero-universitaria Careggi, con il sostegno di Corri La Vita e la collaborazione delle istituzioni. “Il progetto che presentiamo è veramente molto ampio e riguarda la qualità della vita dei pazienti oncologici – ha spiegato Daniela Matarrese, direttrice generale dell’Azienda ospedaliero-universitaria Careggi –. Careggi garantisce qualità e sicurezza nel percorso di cura, dalla diagnosi ai farmaci, dalla chirurgia alle tecnologie avanzate. Quello che volevamo fare è qualcosa in più: umanizzare il percorso e accogliere i pazienti a 360 gradi, utilizzando tutte le risorse e le strutture che abbiamo”.
Caschi anticaduta, il servizio è vicino all’attivazione
I dispositivi per il raffreddamento del cuoio capelluto sono pensati per ridurre la perdita dei capelli durante alcuni trattamenti chemioterapici. Il servizio è in fase di preparazione e sarà accompagnato da criteri specifici per individuare le pazienti che potranno beneficiarne. “Siamo quasi pronti a questa importante novità, grazie alle donazioni che abbiamo ricevuto come Fondazione Careggi e anche all’aiuto di Corri La Vita”, ha dichiarato Matarrese. “Avremo un insieme di criteri per individuare le donne con caratteristiche specifiche, anche in relazione alla chemioterapia. Definiremo un protocollo e monitoreremo nel tempo l’andamento delle attività, in modo da offrire il trattamento alle pazienti più adatte”. L’accesso al servizio, dunque, non sarà automatico per tutte le persone sottoposte a chemioterapia: la selezione terrà conto delle caratteristiche cliniche e delle terapie previste. La finalità è offrire un sostegno aggiuntivo alle pazienti per le quali il trattamento risulti appropriato. All’incontro è intervenuta anche Monia Monni, assessora alla Sanità e alle Politiche sociali della Regione Toscana, che ha sottolineato l’importanza di mettere al centro la persona anche nei momenti più difficili della malattia. “Siamo molto grati alla Fondazione Careggi e a Corri La Vita per aver contribuito alla realizzazione di questo progetto. Si inserisce pienamente nel concetto di umanizzazione delle cure che stiamo cercando di portare avanti”, ha affermato Monni. “La donna che sta attraversando una terapia oncologica invasiva continua a essere una donna: non è la sua malattia. Continua ad avere sogni, aspettative e relazioni. Aiutarla a guardarsi allo specchio, a continuare a riconoscersi, significa anche sostenerla nel percorso di cura”. L’assessora ha richiamato, oltre ai caschi per limitare la caduta dei capelli, anche il valore di altri strumenti di supporto, come le parrucche fornite gratuitamente e i corsi di make-up. “Sono un investimento nella salute e nella dignità delle donne, un aiuto a continuare a sentirsi persone e non soltanto malate”.
Il sostegno di Corri La Vita
Fondamentale il contributo di Corri La Vita ETS, che ha scelto di sostenere il progetto attraverso il proprio percorso di finanziamento. La presidente Eleonora Frescobaldi ha ricordato la convinzione con cui l’associazione ha accolto la proposta del professor Jacopo Nori Cucchiari, presidente della Fondazione Careggi. “Sono sicuramente quella che ci ha creduto, grazie al professor Nori, perché ritengo che un ospedale d’eccellenza come Careggi non poteva non essere dotato di un importante percorso di supporto psicologico per le donne e gli uomini”, ha spiegato Frescobaldi. “Quando il professor Nori ci ha presentato, attraverso il bando di Corri La Vita, la documentazione e l’idea alla base del progetto I CARE, il nostro comitato scientifico e il direttivo abbiamo valutato la proposta e abbiamo deciso che era un percorso da intraprendere insieme”. L’obiettivo, ha aggiunto la presidente, è permettere alle persone operate, curate e seguite a Careggi di trovare all’interno dell’ospedale un sostegno che accompagni il percorso terapeutico, senza limitarsi all’intervento medico. Con I CAREggi, la Fondazione Careggi rafforza così una visione dell’assistenza oncologica che affianca alla qualità delle cure l’attenzione ai bisogni emotivi e quotidiani dei pazienti. Un percorso nel quale anche la possibilità di preservare, quando possibile, la propria immagine e il senso di identità diventa parte della presa in carico della persona.
Clarissa Vatti





