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20 Ottobre 2026

Il sogno di una bambina malata diventa realtà: rivedere il mare

AGIPRESS – Perugia – La gioia negli occhi finalmente persi tra l’azzurro del mare e del cielo. Dopo anni senza vedere il mare, per una bambina in cura alla Struttura complessa di Oncoematologia pediatrica di Perugia è realizzare un desiderio custodito a lungo è stato un meraviglioso quanto inatteso regalo. Una giornata speciale a Senigallia, tra sabbia, conchiglie e piedi immersi nell’acqua, resa possibile dalla sensibilità e dalla disponibilità degli operatori del Comitato Daniele Chianelli. La piccola, di origine sudamericana, vive da oltre un anno al Residence Daniele Chianelli insieme alla sua famiglia, mentre affronta un percorso di cura particolarmente impegnativo. Proprio durante un colloquio con le psicologhe del Comitato era emerso quanto le mancasse il mare e quanto desiderasse poterlo rivedere. Un desiderio semplice, ma capace di raccontare il bisogno di ritrovare, anche solo per qualche ora, la leggerezza e la spensieratezza dell’infanzia. La storia ha toccato profondamente gli operatori, che hanno deciso di organizzare la gita accompagnando la bambina e i suoi genitori. Domenica mattina, di buon’ora, la famiglia è partita alla volta di Senigallia insieme alla psicologa Michela Forconi, all’educatrice Veronica Capobianco e a Niccolò Lo Re, neuropsicomotricista che, pur non lavorando più per il Comitato, è rimasto legato all’associazione. Una volta arrivati, la piccola ha potuto finalmente giocare con la sabbia, cercare conchiglie e immergere per qualche secondo i piedini nell’acqua, condividendo con mamma e papà momenti di serenità. Gesti semplici, ma carichi di significato per chi è costretto a misurarsi ogni giorno con la malattia. «È stata una giornata ricca di emozioni, ma anche di commozione», hanno raccontato gli operatori, sottolineando quanto sia stato bello vedere la famiglia giocare spensierata e godere di esperienze che dovrebbero appartenere alla quotidianità di ogni bambino. Anche Franco Chianelli ha espresso la propria emozione, ricordando che prendersi cura di un paziente significa andare oltre le terapie e prestare attenzione ai bisogni delle persone. Per questo il Comitato ha costruito un gruppo multidisciplinare composto da professionisti di diverse competenze, con l’obiettivo di sostenere l’intero nucleo familiare, perché quando si ammala un bambino, la malattia coinvolge tutti. La giornata di Senigallia diventa così il simbolo di una cura che non si limita agli aspetti clinici, ma passa anche attraverso l’ascolto, la vicinanza e la possibilità di realizzare un sogno. A volte, per regalare un momento indimenticabile, bastano il mare, una manciata di conchiglie e qualcuno disposto a esserci.

Donatella Miliani
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