
Viola Folli
AGIPRESS – Individuare precocemente alcuni tumori attraverso un semplice campione di urine: è l’obiettivo di ULYSSES, un progetto di ricerca coordinato dall’azienda italiana D-Tails Srl Società Benefit e finanziato dall’Unione europea nell’ambito del programma EIC Pathfinder. La tecnologia, che combina biologia sintetica e intelligenza artificiale, è attualmente in fase di sviluppo e validazione e non è ancora disponibile per i pazienti. La ricerca si inserisce in un mese particolarmente importante per la sensibilizzazione sul tema. Ottobre è infatti il mese rosa, dedicato alla prevenzione e alla sensibilizzazione sul tumore al seno. In Italia si registrano circa 390mila nuove diagnosi di cancro ogni anno, secondo i dati citati dall’azienda. In questo contesto, ULYSSES punta a sviluppare una tecnologia che, se validata, potrebbe contribuire in futuro a individuare precocemente alcuni tumori e ad affiancare gli strumenti diagnostici esistenti.
Come funziona la ricerca
ULYSSES (Ultrasensitive Luminescence-based Yeast Sensor for Specific Early Cancer Sensing) si ispira alla capacità del nematode Caenorhabditis elegans, un piccolo organismo, di riconoscere specifici segnali chimici attraverso il proprio sistema sensoriale.
L’obiettivo dei ricercatori è riprodurre questa capacità attraverso un biosensore costituito da lieviti ingegnerizzati, in grado di rilevare segnali biologici associati alla presenza di un tumore. I dati raccolti vengono poi interpretati da un algoritmo di intelligenza artificiale, progettato per distinguere i profili riconducibili a campioni sani da quelli associati a campioni cancerosi. La sperimentazione si concentra, in questa fase, sui tumori al seno e alla prostata. In prospettiva, il sistema potrebbe essere adattato anche allo studio di altre forme tumorali, comprese quelle più difficili da individuare precocemente. Secondo quanto riferito dal gruppo di ricerca, i risultati preliminari indicano un’accuratezza superiore al 90%. Il dato è ancora in fase di validazione e non rappresenta una prestazione diagnostica già confermata nella pratica clinica.
Dalla ricerca al possibile utilizzo clinico
La prospettiva è sviluppare un sistema di analisi non invasivo, basato sulle urine, con una lettura ottica semplice ed economica. L’ambizione è arrivare a uno strumento facile da utilizzare, paragonabile per immediatezza a un test di gravidanza. Il progetto punta a trasformare i risultati della ricerca in una possibile soluzione da affiancare ai percorsi diagnostici esistenti, con l’obiettivo di contribuire a individuare la malattia nelle fasi iniziali. La tecnologia non sostituisce quindi gli esami attualmente utilizzati e non può, allo stato attuale, essere impiegata per diagnosticare un tumore nei pazienti. “Rendere la diagnosi precoce del cancro accessibile a tutti e non invasiva, semplice come un test di gravidanza, indipendentemente da dove vivi o da quanto puoi spendere, non è solo un obiettivo scientifico. È una responsabilità sociale che abbiamo scelto di inserire nel nostro statuto”, dichiara Vincenzo Ricco, fondatore e direttore tecnico di D-Tails. Viola Folli, ricercatrice e direttrice scientifica dell’azienda, evidenzia il ruolo dell’ispirazione biologica nello sviluppo della tecnologia: il sistema sensoriale di C. elegans rappresenta il modello da cui partire per riconoscere i segnali presenti nei campioni di urina, mentre l’intelligenza artificiale è chiamata a interpretarli e a individuare eventuali profili associati alla malattia.
Una collaborazione internazionale
Coordinato da D-Tails Srl Società Benefit, ULYSSES coinvolge l’Università di Copenaghen, in Danimarca, l’University College London, nel Regno Unito, e gli Istituti Fisioterapici Ospitalieri, attraverso l’Istituto Nazionale Tumori Regina Elena IRCCS di Roma. Il progetto ha ottenuto nel maggio 2026 il finanziamento europeo EIC Pathfinder, programma del Consiglio europeo per l’innovazione dedicato allo sviluppo di tecnologie scientifiche innovative. Il sostegno dell’Unione europea consentirà di proseguire il lavoro di ricerca e di verificare le potenzialità della piattaforma. La sfida, adesso, è dimostrare che i risultati preliminari possano trovare conferma attraverso la validazione scientifica e aprire la strada a un’applicazione concreta in ambito sanitario. Se le successive fasi di ricerca avranno esito positivo, ULYSSES potrebbe contribuire allo sviluppo di nuovi strumenti per la diagnosi precoce, affiancando quelli già disponibili nella lotta contro il cancro.
Clarissa Vatti





