AGIPRESS – Piegaro (Pg) – Un data center dal “taglio sartoriale”, pensato su misura per una regione come l’Umbria. È ciò che sorgerà nel cuore della Valnestore, dove per decenni l’ex centrale elettrica di Pietrafitta ha rappresentato uno dei simboli dell’industrializzazione umbra.
Proprio qui sta per aprirsi una nuova pagina: oggi è stato presentato “La rinascita di Pietrafitta”, il progetto che punta a trasformare un luogo storico della produzione energetica in un campus tecnologico di nuova generazione, dedicato alla capacità di calcolo, alla ricerca scientifica e alle applicazioni dell’intelligenza artificiale in ambito sanitario. L’iniziativa, promossa da Umbria Data Garden, si inserisce in una visione di rigenerazione territoriale che unisce innovazione, sostenibilità e sviluppo locale. A illustrare il recupero dell’area destinata a ospitare il campus – con l’obiettivo dichiarato di attrarre giovani e start‑up del settore a livello globale – sono stati la presidente della Regione Stefania Proietti, i sindaci dei Comuni coinvolti, Roberto Ferricelli (Piegaro) e Giulio Cherubini (Panicale), l’assessora regionale Simona Meloni, i rappresentanti delle realtà partner e Riccardo Stefanelli, Amministratore Delegato della Brunello Cucinelli, che ha espresso un forte sostegno al progetto e al suo potenziale per il territorio. La presentazione è stata l’occasione per conoscere nel dettaglio un intervento che ambisce a ridisegnare il futuro dell’area, trasformando un sito industriale dismesso e abbandonato in un’infrastruttura strategica per la conoscenza e l’innovazione. «Sarà un Parco dell’innovazione contemporanea – hanno concordato tutti –, un campus tecnologico con un data center avanzato, infrastrutture per il calcolo ad alte prestazioni, applicazioni di intelligenza artificiale per sanità, ricerca e pubblica amministrazione, oltre a spazi dedicati alla formazione, ai giovani, alle start‑up e ai talenti». ” I data center – ha sottolineato nel suo intervento Stefanelli – sono i nuovi mulini produttori di una farina speciale: la capacità computazionale, materia prima dell’intelligenza artificiale». Riferendosi ai tempi di realizzazione ha quindi precisato: «Immaginiamo un anno per la demolizione e altri due per la costruzione. Riteniamo quindi che il progetto possa vedere la luce nell’arco di tre anni». Alla visione del nuovo polo ha contribuito anche Brunello Cucinelli, intervenuto alla presentazione. Richiamando Vitruvio, ha spiegato che l’obiettivo è trasformare l’ex centrale “in un sistema solido, utile e bello”, ma soprattutto: “trasformare il luogo che per quasi un secolo ha prodotto energia per l’Umbria prima di essere dismesso, in una fabbrica della conoscenza, nella quale intelligenza artificiale, ricerca e tecnologia siano però messe – ha concluso – al servizio dell’uomo».




