
AGIPRESS – ORVIETO – Iniziare l’anno con un desiderio semplice e universale: la pace. Un auspicio che in queste ore sembra persino più vicino, alla luce degli incontri tra il presidente Usa Trump, il leader ucraino Zelenski e il presidente russo Putin. Mai come quest’anno il concerto gospel del primo gennaio nel Duomo di Orvieto, cuore di Umbria Jazz Winter, assume un valore simbolico potente: un invito al dialogo, alla riconciliazione, alla fine del conflitto russo‑ucraino e di ogni guerra.
Il Gospel accompagna Umbria Jazz dal 1988, quando nella Basilica superiore di San Francesco ad Assisi, sotto gli affreschi di Giotto, risuonarono le voci di cento cantanti provenienti da tre cori di New Orleans. Da allora, la musica religiosa afroamericana è diventata un appuntamento irrinunciabile della rassegna invernale, che dedica il concerto di Capodanno alla Giornata della Pace.
Protagonisti di questa edizione sono Marquinn Middleton & The Miracle Chorale, ensemble fondato nel 2011 e subito affermatosi come una delle realtà più ispirate del gospel contemporaneo. Premi, riconoscimenti e l’apprezzamento della critica non hanno scalfito la loro missione originaria: testimoniare la Fede e usare la musica come strumento di elevazione spirituale. Il loro tour italiano di fine 2025 conferma la forza del progetto: dalla partecipazione alla Notte del Gospel al Teatro Carcano di Milano il 22 dicembre, all’apertura del Festival Gospel di Roma il 21 dicembre, fino al concerto all’Aquila per “Natale in Jazz” il 30 dicembre. Ovunque, la corale texana ha raccolto entusiasmo e commozione, trasformando ogni esibizione in un rito collettivo di energia e speranza.
Nel Duomo di Orvieto, il primo gennaio, il loro canto diventa più che musica: diventa un gesto di pace.
D. Miliani





