
AGIPRESS – FIRENZE – Nel primo semestre del 2026 l’economia toscana ha registrato una crescita moderata dello 0,8%, sostenuta soprattutto daiconsumi delle famiglie e dal turismo. Lo studio, realizzato dalla Banca d’Italia, ha registrato una crescita toscana leggermente inferiore a quella nazionale, ma superiore alla media del 2025. Dopo un miglioramento nei primi mesi dell’anno, la congiuntura economica ha rallentato nel secondo trimestre,anche a causa delle tensioni internazionali legate al conflitto tra Stati Uniti e Iran.
Sul mercato del lavoro, l’occupazione è rimasta quasi stabile, con un incremento dello 0,2%, mentre è diminuito di oltreun quinto il ricorso agli ammortizzatori sociali. Tuttavia, il loro utilizzo resta superiore ai livelli medi del triennio 2022-2024.
Per quanto riguarda le famiglie, il potere d’acquisto è aumentato dello 0,7% e i consumi dell’1%, grazie anche allamaggiore disponibilità di credito e alla spesa turistica. Tuttavia, l’aumento dell’inflazione, dovuto soprattutto al rincarodei carburanti e dell’energia, ha progressivamente ridotto i benefici della crescita dei redditi, portando l’inflazione al 3,9%a settembre, il valore più alto degli ultimi tre anni.
Nel settore bancario, i prestiti al settore privato sono cresciuti dell’1%, soprattutto grazie al credito alle famiglie,aumentato del 3,5%. Al contrario, i finanziamenti alle imprese sono diminuiti dell’1,3%, con una flessioneparticolarmente forte per le aziende più piccole (-6,1%). Sono invece aumentati sia i mutui per l’acquisto delle abitazionisia il credito al consumo.
Infine, la qualità del credito è rimasta buona, con un tasso di deterioramento stabile all’1,3%. I depositi bancari hannoregistrato una lieve crescita, mentre il valore di mercato dei titoli detenuti da famiglie e imprese è aumentatosensibilmente, del 12,7%.
In conclusione, l’economia toscana nel primo semestre del 2026 ha mostrato segnali di crescita, sostenuti soprattutto daiconsumi e dal turismo. Tuttavia, l’aumento dell’inflazione, l’incertezza internazionale, la debolezza degli investimenti e lariduzione del credito alle imprese, soprattutto a quelle più piccole, rappresentano ancora importanti elementi di fragilità.





