DIRETTORE RESPONSABILE FRANCESCO CARRASSI

3 Novembre 2026

2026: tiene turismo e consumi, male investimenti e industria

AGIPRESS – FIRENZE –  Nel primo semestre del 2026 l’economia toscana ha registrato una crescita moderata dello 0,8%, sostenuta soprattutto daiconsumi delle famiglie e dal turismo. Lo studio, realizzato dalla Banca d’Italia, ha registrato una crescita toscana leggermente inferiore a quella nazionale, ma superiore alla media del 2025. Dopo un miglioramento nei primi mesi dell’anno, la congiuntura economica ha rallentato nel secondo trimestre,anche a causa delle tensioni internazionali legate al conflitto tra Stati Uniti e Iran.

L’industria ha continuato il lento recupero iniziato nella seconda metà del 2025, soprattutto per le imprese di maggioridimensioni. Le esportazioni sono aumentate, ma principalmente grazie alla crescita delle vendite di metalli preziosi.Anche il settore delle costruzioni ha continuato a crescere, seppure a ritmi più contenuti, beneficiando del completamentodelle opere pubbliche finanziate dal PNRR. Il settore dei servizi ha invece mostrato un andamento complessivamentedebole, con risultati migliori nelle attività legate al turismo, sostenute dall’aumento dei visitatori stranieri e della lorospesa.Le condizioni economiche e finanziarie delle imprese sono rimaste generalmente solide, anche se è aumentata dal 10 al16% la quota di aziende che prevede di chiudere l’anno in perdita, probabilmente a causa dell’aumento dei costi operativi.L’incertezza economica ha inoltre frenato gli investimenti, che sono rimasti sostanzialmente fermi rispetto ai programmidefiniti alla fine del 2025.

Sul mercato del lavoro, l’occupazione è rimasta quasi stabile, con un incremento dello 0,2%, mentre è diminuito di oltreun quinto il ricorso agli ammortizzatori sociali. Tuttavia, il loro utilizzo resta superiore ai livelli medi del triennio 2022-2024.

Per quanto riguarda le famiglie, il potere d’acquisto è aumentato dello 0,7% e i consumi dell’1%, grazie anche allamaggiore disponibilità di credito e alla spesa turistica. Tuttavia, l’aumento dell’inflazione, dovuto soprattutto al rincarodei carburanti e dell’energia, ha progressivamente ridotto i benefici della crescita dei redditi, portando l’inflazione al 3,9%a settembre, il valore più alto degli ultimi tre anni.

Nel settore bancario, i prestiti al settore privato sono cresciuti dell’1%, soprattutto grazie al credito alle famiglie,aumentato del 3,5%. Al contrario, i finanziamenti alle imprese sono diminuiti dell’1,3%, con una flessioneparticolarmente forte per le aziende più piccole (-6,1%). Sono invece aumentati sia i mutui per l’acquisto delle abitazionisia il credito al consumo.

Infine, la qualità del credito è rimasta buona, con un tasso di deterioramento stabile all’1,3%. I depositi bancari hannoregistrato una lieve crescita, mentre il valore di mercato dei titoli detenuti da famiglie e imprese è aumentatosensibilmente, del 12,7%.

In conclusione, l’economia toscana nel primo semestre del 2026 ha mostrato segnali di crescita, sostenuti soprattutto daiconsumi e dal turismo. Tuttavia, l’aumento dell’inflazione, l’incertezza internazionale, la debolezza degli investimenti e lariduzione del credito alle imprese, soprattutto a quelle più piccole, rappresentano ancora importanti elementi di fragilità.

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