
AGIPRESS – Perugia – Un semplice scatto fotografico per capire lo stato di salute di una strada e programmare in modo più efficace gli interventi di manutenzione. È una delle applicazioni più concrete dell’intelligenza artificiale illustrate durante il panel “AI per infrastrutture intelligenti”, organizzato da Ance Umbria nell’ambito di Orizzonti Digitali 2026 a Perugia, appuntamento dedicato al tema “L’era della co-intelligenza”. A presentare l’esperienza è stato Corrado Bocci, imprenditore titolare di PAV.I. e consigliere di Ance Perugia, che ha mostrato come l’innovazione tecnologica stia cambiando il modo di progettare, monitorare e mantenere le infrastrutture. I sistemi illustrati sono stati sviluppati dall’azienda in collaborazione con Ance e con DIHCUBE, il polo per l’innovazione tecnologica che supporta le imprese nei percorsi di digitalizzazione. Tra le soluzioni più interessanti figura una piattaforma in grado di valutare il livello di ammaloramento del manto stradale attraverso l’utilizzo combinato di sensori e fotografie. Le immagini raccolte sul campo vengono elaborate da algoritmi di intelligenza artificiale che riconoscono e classificano le diverse tipologie di degrado, dalle fessurazioni alle deformazioni superficiali, fornendo una mappa dettagliata delle criticità presenti. Il vantaggio non riguarda solamente la rapidità delle rilevazioni. Grazie all’analisi automatizzata dei dati è infatti possibile attribuire una scala di priorità agli interventi, permettendo alle amministrazioni e ai gestori delle infrastrutture di pianificare le manutenzioni in modo più efficiente, ottimizzando tempi e risorse economiche. Un approccio che consente di passare da una logica di intervento emergenziale a una manutenzione sempre più predittiva e programmata. L’esperienza raccontata da Bocci rappresenta uno degli esempi più concreti di come la collaborazione tra imprese, associazioni di categoria e centri di innovazione possa tradurre le potenzialità dell’intelligenza artificiale in strumenti operativi a beneficio dei territori. Il settore delle costruzioni e delle infrastrutture, tradizionalmente percepito come distante dal mondo digitale, si sta infatti rivelando uno dei campi più promettenti per l’applicazione delle tecnologie avanzate. Il confronto, molto partecipato dagli imprenditori e dai tecnici del settore e moderato da Alberto Zinno, AD e DT del Distretto Tecnologico STRESS, ha evidenziato come la cosiddetta “co-intelligenza”, il rapporto collaborativo tra competenze umane e sistemi intelligenti, non rappresenti un orizzonte futuro ma una realtà già presente nei cantieri e nella gestione delle opere pubbliche. Durante il panel la ricercatrice Laura Ierimonti ha mostrato i risultati del monitoraggio che il Dipartimento di Ingegneria Civile e Ambientale dell’Universita degli studi di Perugia sta effettuando in collaborazione con ANAS e altri soggetti, attraverso l’applicazione di sensori che consentono di monitorare le opere. Mentre Ferdinando Cannella, Head of Industrial Robotic Unit Istituto Italiano di Tecnologia, ha portato l’esperienza della tecnologia applicata al nuovo Ponte di Genova, Viadotto San Giorgio, anche attraverso la proiezione di brevi ed esplicativi filmati. Tecnologie che raccontano un futuro che è già iniziato. Un futuro in cui le infrastrutture non saranno più semplici opere da manutenere, ma sistemi intelligenti capaci di fornire informazioni in tempo reale sul proprio stato di salute. In questo scenario l’intelligenza artificiale non sostituirà tecnici e progettisti, ma ne amplificherà le capacità decisionali, rendendo più tempestivi gli interventi e più efficiente l’utilizzo delle risorse pubbliche. La vera innovazione sarà dunque trasformare i dati in conoscenza e la conoscenza in scelte capaci di migliorare la qualità della vita delle comunità.





