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17 Settembre 2026

La proteina che predice la dialisi: la nuova mappa per salvare i reni

AGIPRESS – MILANO – Un semplice dato in fondo a un referto di analisi delle urine può svelare con anni di anticipo il futuro della funzionalità renale. È la proteinuria — la concentrazione di proteine disperse nell’urina —, il marcatore biologico chiave per la prognosi delle glomerulonefriti. Questo gruppo eterogeneo di patologie infiammatorie danneggia il filtro dei reni e colpisce di frequente una popolazione giovane. Nonostante la sua centralità clinica, la valutazione di questo valore soffre ancora oggi di una forte disomogeneità nella pratica quotidiana.

Per colmare questo divario e cogliere le opportunità offerte dalle recenti innovazioni terapeutiche, è stata presentata a Milano una consensus nazionale coordinata dalla società di consulenza scientifica Helaglobe. Il documento riunisce le linee guida condivise da un panel multidisciplinare composto da 43 specialisti, tra nefrologi, reumatologi ed economisti sanitari. La direttiva fondamentale emersa dai lavori definisce la proteinuria come un parametro dinamico, da monitorare costantemente nel tempo per calibrare terapie personalizzate ed evitare che l’infiammazione degeneri in danno irreversibile.

Accanto all’efficacia clinica, lo studio mette in luce l’impatto economico del fenomeno sul Servizio Sanitario Nazionale, che destina ogni anno circa 4 miliardi di euro alla gestione delle malattie renali croniche. Oltre il 50% di questa cifra si concentra nella fase terminale delle patologie, quando il ricorso alla dialisi fa impennare i costi pro capite dai pochi mila euro delle fasi iniziali fino a 50.000 euro all’anno.

Come evidenziato dal professor Andrea Marcellusi, ricercatore dell’Università degli Studi di Milano, riuscire a ritardare di soli cinque anni la progressione della malattia anche in un solo 10% dei pazienti in stadio avanzato genererebbe risparmi per il sistema sanitario fino a 2,5 miliardi di euro. La standardizzazione della diagnosi precoce cessa così di essere un mero obiettivo specialistico per diventare un investimento strategico di sostenibilità pubblica.

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