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2 Marzo 2026

Intelligenza artificiale, arrivano i professionisti certificati per vigilare su rischi ed etica

AGIPRESS – Un italiano su due usa sul lavoro strumenti di intelligenza artificiale, ma le reali competenze per non diventare soggetti passivi dell’AI e invece attingerne tutti i benefici professionali e operativi sono ancora scarse: secondo una recente ricerca solo il 33% degli italiani (contro il 40% della media dei 10 Paesi europei dell’indagine) si sente qualificato e in grado di usare gran parte di questi servizi, con gli over 60, che pure occupano posizioni di rilievo nella governance anche di grandi aziende, spesso totalmente fuori gioco.

È in questo contesto che emerge l’importanza strategica di professionisti con il compito di “vegliare” sull’utilizzo dell’AI in azienda, sfruttandone i benefici e minimizzandone i rischi, muovendo dalla considerazione di fondo per cui l’efficacia, la sicurezza e l’eticità dei sistemi AI all’interno delle organizzazioni sono garantite solo se a gestirli è un professionista specializzato in intelligenza artificiale.

Il guanto di sfida per una verifica e quindi una certificazione delle competenze di auditor e professionisti (interni o esterni alle aziende) in intelligenza artificiale, è stato lanciato sul mercato italiano da CEPAS, Società di Bureau Veritas in Italia specializzata nella certificazione delle competenze professionali.

CEPAS certifica questa figura professionale, che possiede elevate conoscenze, competenze ed esperienza nella gestione dell’AI in conformità allo standard internazionale ISO/IEC 42001. Questa certificazione rappresenta un importante passo avanti per una qualificazione responsabile e strutturata dell’intelligenza artificiale e per la “costruzione” di figure professionali verificate in grado di favorire lo sviluppo dell’AI all’interno delle organizzazioni italiane specialmente nella prospettiva di una evoluzione costante dei sistemi.

Lo standard ISO 42001 si pone l’obiettivo di fornire un supporto a professionisti e auditor che intendono avere un ruolo specifico e provato su tematiche di sicurezza, trasparenza, etica o qualità dei dati e, in particolare, in quelle dei rischi derivanti dall’adozione delle funzionalità di AI e delle misure di tutela necessarie.

La capacità di sorvegliare anche i miglioramenti continui che intervengono nello strumento dell’AI, implica veri e propri standard di certificazione per professionisti in grado di tenere conto di queste mutazioni e siano costantemente aggiornati per ridurre rischi, incrementare la consapevolezza e anche la fiducia sulla capacità di controllare la AI stessa.

Secondo i più recenti dati forniti dall’Osservatorio Artificial Intelligence del Politecnico di Milano il 71% delle grandi imprese ha progetti di AI, ma solo una su cinque la utilizza in modo pervasivo in diverse funzioni; l’84% delle grandi aziende ha licenze di Generative AI, il 41% dei lavoratori grazie all’AI svolge attività che non sarebbe in grado di fare e non casualmente crescono del 93% le richieste di competenze AI negli annunci di lavoro. Ma per la delicatezza dell’interfaccia AI-uomo l’assistenza di professionisti e auditor certificati assume un ruolo determinante.

AGIPRESS

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