DIRETTORE RESPONSABILE FRANCESCO CARRASSI

24 Luglio 2013

WI-FI LIBERO “ Avanti con liberalizzazione, cadono obblighi. Passo indietro invece su Banda Larga

Modificato l’art. 10 del Decreto del Fare in Commissione Bilancio alla Camera

Agipress – Per il Wi-Fi libero si tratta di una vittoria. Sono caduti tutti gli obblighi per esercenti, negozi, ristoranti che offrono il Wi-Fi al pubblico. È quanto accaduto ieri sera in Commissione Bilancio alla Camera dove è riuscito il blitz per modificare l’articolo 10 del Decreto del Fare. Liberalizzazione, quindi, “quando l’offerta di accesso non costituisce l’attività commerciale prevalente del gestore del servizio”.

L’attuale testo dell’articolo 10: “L’offerta di accesso alla rete internet al pubblico tramite rete WIFI non richiede l’identificazione personale degli utilizzatori. Quando l’offerta di accesso non costituisce l’attività commerciale prevalente del gestore del servizio, non trovano applicazione l’articolo 25 del codice delle comunicazioni elettroniche di cui al decreto legislativo 1° gennaio 2003, n.259 e successive modificazioni, e l’articolo 7 del decreto-legge 27 luglio 2005, n. 144, convertito, con modificazioni, dalla legge 31 luglio 2005, n. 155, e successive modificazioni”.

Quindi un esercente, un negozio, un hotel, un ristorante, ma anche una pubblica amministrazione ora può liberalmente mettere un hot spot, collegarlo alla rete e offrire il servizio. Senza dover tracciare gli utenti, le loro connessioni, fornire account e password, né chiedere autorizzazioni. Mentre il precedente testo del Fare invece chiedeva di tracciare i codici del dispositivo usato per la connessione (computer, tablet o cellulare) imponendo oneri tecnici e burocratici gravosi per qualsiasi esercente. In ogni caso resta consigliabile tenere traccia di chi utilizza il nostro hot spot Wi-Fi, anche se non è obbligatorio. Ciò può essere utile per una differenziazione, nei confronti di indagini di polizia, qualora qualche utente utilizzi la nostra connessione per commettere reati.

Adesso resta da vedere il testo definitivo e aspettare la fine dell’iter del decreto, che deve ancora passare alla Camera e poi al Senato, ma sembra che non ci saranno sorprese. Ma se la buona notizia del Wi-Fi ha portato la soddisfazione di molti, va registrata anche la cattiva notizia: e cioè i fondi per la banda larga previsti dall’Agenda Digitale sono stati tagliati. Dei 150 milioni destinati ad azzerare il digital divide di primo livello (disponibilità di una connessione ad almeno 2 mega) nel Centro Nord, ne sono rimasti 130, nonostante il ministero dello Sviluppo economico si fosse già organizzato per utilizzare l’intera somma. Benefici invece per le televisioni locali a cui non verranno applicati i tagli previsti in precedenza.

Agipress News

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