DIRETTORE RESPONSABILE FRANCESCO CARRASSI

8 Agosto 2014

Turismo e attività estive in toscana in perdita, spesi 80 mln in meno

Il maltempo ha aggravato la situazione. Per il 2014 stimato calo di presenze di circa 600 mila unità . Il bilancio in rosso per la ristorazione è di 16 milioni di euro

AGIPRESS – FIRENZE – Fipe e Confcommercio Toscana presentano i danni di questa estate anomala che dopo il lento avanzare della crisi strutturale, lo spauracchio delle aste degli stabilimenti balneari, la falce della crisi economica, segna ancora dati negativi peggiorati anche dalle condizioni meteorologiche. “Si “ afferma Aldo Cursano, presidente regionale della Federazione dei Pubblici Esercizi Confcommercio “ perché i tre mesi estivi, luglio, agosto e settembre, contabilizzano solitamente oltre il 50% delle presenze turistiche dell’anno. Luglio è stata in perdita per molti imprenditori della costa. I gestori degli stabilimenti hanno del tutto dovuto rinunciare alle entrate giornaliere, i gestori di hotel e campeggi hanno spesso ricevuto disdette e incassato esclusivamente caparre. E i colleghi di bar, ristoranti e pizzerie, che magari hanno preso in gestione una struttura per l’intera stagione, a fronte di investimenti e spese per i fornitori, non hanno realizzato nemmeno quei pochi incassi da fine settimana”.

LE PERDITE – Fipe Confcommercio Toscana stima che il calo delle presenze, dovuto esclusivamente al trend del turismo interno, sarà in totale nel 2014 di circa 600 mila unità (si vedano le tabelle). La ristorazione (bar, ristoranti, pizzerie, ecc.) presenteranno un bilancio in rosso per 16 milioni di euro. Sono proprio gli italiani e i toscani stessi che nei mesi estivi scelgono le località balneari in regione e che quest’anno sono restati a casa. I week-end di luglio, giornate determinanti per gli incassi della stagione, sono andati deserti. Franco Marinoni, direttore generale Confcommercio Toscana, commenta: “I disgraziati effetti economici del maltempo si sentono purtroppo anche sugli esercizi commerciali e su tutto l’indotto, sui servizi di noleggio, di trasporto, sulle visite guidate, sui servizi di mercato. In termini di spesa si tratta di un saldo negativo di 80 milioni di euro determinato quasi interamente dalla contrazione della spesa nelle destinazioni balneari, ma sicuramente anche collina e montagna non sono state favorite dalla follia metereologica. Intanto commercianti ed esercenti continuano a pagare suolo pubblico, canoni esorbitanti, utenze. E se sul meteo sarà impossibile intervenire, auspichiamo che governo e regione si attivino al più presto per sostenere una riqualificazione attesa da tempo da questi settori fondamentali dell’economia”. Più contenuta, ma sempre rilevante secondo le stime Fipe Confcommercio Toscana, è la componente del turismo straniero che sceglie spesso destinazioni di interesse storico e culturale con fattori stagionali meno forti. Si salvano infatti le città d’arte, che diventano anche un fuori programma per i villeggianti che, desolati da pioggia e vento, riparano nei musei. Nonostante la flessione delle presenze le località di interesse storico e culturale presentano per altro una spesa in aumento per effetto della maggior spesa pro capite del turismo straniero. Conclude Marinoni: “Ora servirebbero un agosto, e magari anche un settembre, straordinari. Anche se non compenseranno il danno di una estate partita col freno a mano tirato, potrebbero ridare un po’ di fiato e di ottimismo alle nostre imprese. Le quali, nonostante tutto, si impegnano e danno l’anima per fornire il miglior servizio alla clientela!”.

Agipress

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