DIRETTORE RESPONSABILE FRANCESCO CARRASSI

11 Dicembre 2013

STRAGE FERROVIARIA DI VIAREGGIO – “Confronto e unione per chiedere giustizia”

Medicina Democratica Nazionale: “Alla prevenzione nei luoghi di lavoro e nel territorio si continua a pensare per poco o per nulla”

AGIPRESS – MILANO – “È l’ora che tutte le realtà che chiedono giustizia si confrontino e si uniscano”. Cosଠin un comunicato Medicina Democratica Nazionale interviene sulla “sete” di giustizia per la strage ferroviaria di Viareggio dell’ormai lontano 2009. “Il Tribunale di Lucca – si legge in una nota – nell’udienza contro i 33 imputati della Strage ferroviaria di Viareggio del 29 giugno del 2009, nella quale sono morte 32 persone, si è pronunciato sulla “esclusione delle parti civili”, richieste a gran voce dai difensore, in particolare da quelli di Mauro Moretti, AD della FS. Quasi tutte le richieste sono state respinte, per cui oltre alle Istituzioni, i Sindacati, l’INAIL, anche Medicina Democratica e quasi tutti i Rappresentanti dei Lavoratori della Sicurezza, sono stati pienamente accolti”. “Al seguito di ciò – si aggiunge – ancora i difensori degli imputati non hanno trovato di meglio che chiedere la nullità del collegio giudicante tanto per fare ricominciare tutto da capo, se dovesse essere accolta tale eccezione. Ci sembra di capire che gli imputati siano pienamente coscienti della grande mobilitazione che si radicata a Viareggio: un segnale evidente per tutto il territorio nazionale. Dal Vajont ad oggi sono innumerevoli le stragi che si sono succedute in Italia. Nella gran parte dei casi sono state attribuite al destino, alla natura, o simili. In verità le responsabilità sono storicamente precise, a volte, anche, in molti casi, giuridicamente accertate. Tutto ciò non basta, i responsabile per anni hanno continuato a difendersi e ad essere difesi, mentre non si è tratto alcun insegnamento da questi tragici e criminali fatti: alla prevenzione nei luoghi di lavoro e nel territorio si continua a pensare per poco o per nulla. Un’altra strage del profitto è quella dell’amianto. Tanto per ricordare – conclude Medicina Democratica – che qualche giorno fa, il 29 novembre, ancora una volta, Medicina Democratica e l’AIEA (ass. it. Esposti amianto), difesi dall’avv. Laura Mara, è stata riconosciuta parte civile davanti al tribunale di Pavia che giudica i reati per i morti da amianto commessi dai responsabili della Fibronit di Broni per il periodo considerato”.

Agipress

ARTICOLI CORRELATI
Torna in alto