DIRETTORE RESPONSABILE FRANCESCO CARRASSI

10 Giugno 2014

*ORDIGNO ESPLOSO SEDE PD TOSCANA*

Si tratta di un ordigno artigianale fatto esplodere sotto la facciata posteriore, all’interno del cortile

AGIPRESS – FIRENZE – Questa notte un ordigno artigianale è stato fatto esplodere sotto la facciata posteriore, all’interno del cortile, dell’edificio della sede regionale e fiorentina del Partito Democratico a Firenze. “L’esplosione nella notte dell’ordigno rudimentale presso la nostra sede è un’azione grave e inquietante – commenta il segretario del Pd toscano Dario Parrini – un fatto ben più serio delle tante scritte e degli atti vandalici che già abbiamo subito in questi mesi. Evidentemente i vigliacchi hanno alzato il tiro. Se pensano di intimorirci si sbagliano di grosso. Abbiamo i cittadini onesti dalla nostra parte. Con fermezza andremo avanti per la Toscana e per l’Italia. Più determinati di prima. Il Pd non si ferma, tantomeno davanti a questi delinquenti che speriamo siano individuati al più presto” .

“Quanto successo stanotte è grave e non ha precedenti nei confronti di una sede qui a Firenze – dichiara il responsabile regionale organizzazione Antonio Mazzeo – in passato erano state fatte le scritte sulle facciate dell’edificio ma adesso si è oltrepassato il segno. Chi pensa di instaurare il proprio agire politico con la violenza nei nostri confronti si sbaglia di grosso, il Pd, i suoi militanti e i suoi rappresentanti non si fanno intimidire, andremo sempre a testa alta. Quando si attaccano le sedi della democrazia e del confronto vuol dire che si è toccato un punto molto basso”.

“L’episodio avvenuto stanotte è un atto gravissimo – dichiara la Vice presidente del Senato Valeria Fedeli – apprendo che la bomba era costituita da un insieme di petardi e bombole del gas collegate e che per fortuna non ci sono stati feriti: episodi di questo tipo sono frutto di una cultura violenta che va condannata duramente. Al PD di Firenze va tutta la mia solidarietà nella speranza che atti intimidatori di questo genere non si debbano mai più ripetere”.

Agipress

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