DIRETTORE RESPONSABILE FRANCESCO CARRASSI

27 Novembre 2023

Italia da primato in robotica


AGIPRESS – Sesti al mondo per numero di robot industriali installati negli impianti produttivi con oltre novantamila unità . Nel tessile solo il gigante cinese ci supera, nell’alimentare siamo terzi, con circa diecimila unità installate (ai primi posti ci sono come Cina e Usa) cosଠcome nel comparto legno-mobili. È quanto riporta il World Robotics 2023 sull’uso della robotica in Italia, tralasciando tuttavia il contributo di settori come quello automobilistico e dell’elettronica, tra i maggiori utilizzatori di queste tecnologie. In questi campi il nostro paese ha registrato progressi sorprendenti, segnando una crescita pari al 7 per cento medio annuo dello stock complessivo di robot industriali nel periodo 2017-2022. Con una massiccia presenza nei centri di ricerca, negli atenei e nelle start-up l’Italia ha fatto grandi passi avanti sia nella meccatronica (un ambito fra l’informatica e la meccanica industriale) che nell’interazione con i robot umanoidi. In materia di tecnologie umanoidi è l’Istituto italiano di tecnologia (IIT) di Genova ad avere un ruolo chiave con 27 progetti di ricerca europei e 153 brevetti in corso e vari prototipi, tra cui iCub, dall’aspetto di un bambino e realizzato da un gruppo di 30 ricercatori.

Gli umanoidi possono compiere attività logoranti e ripetitive, adattarsi a condizioni climatiche difficili e ambienti pericolosi, sono ottimi esecutori grazie a una notevole capacità di controllo da remoto; scarseggiano però nelle capacità predittive di adattamento e reazione agli imprevisti, decisamente incomparabili a quelle umane. La sfida del prossimo futuro è quindi rendere la robotica utilizzabile per necessità e in contesti vari, inclusi quello medico e domestico affinché possano diventare un supporto affidabile e valido per l’essere umano nello svolgimento delle attività quotidiane. Oltre che in questi settori i robot potrebbero presto avere applicazione anche in quello sociale, ad esempio nell’assistenza agli anziani o ai bambini in ambito educativo, ma anche per compiti di soccorso e salvataggio.

Nell’e-commerce la robotica è già realtà : nelle scorse settimane Amazon, con un investimento di oltre un miliardo di dollari nella start-up che lo ha progettato, ha incluso nel suo staff Digit, un robot umanoide il cui compito è spostare carichi pesanti togliendo all’essere umano lo svolgimento di compiti gravosi e noiosi. Dall’altra parte del globo la Cina punta alla produzione di massa di queste macchine entro il 2025, incoraggiando le imprese al miglioramento delle capacità di interazione e movimento degli stessi per adeguarsi a un contesto di declino della classe operaia dovuta alla crisi demografica e al boom di laureati.

Tornando al nostro paese un recente successo nel progresso della tecnologia robotica va riconosciuto a Lorenzo Agostini per un’innovazione volta ad affinare il tatto dei robot. A soli trentatré anni ha fondato in Emilia-Romagna insieme ad altri tre connazionali la start-up Adaptronics, divenuta celebre per l’invenzione dei polpastrelli dei robot. I giovani hanno sviluppato una pellicola composta da materiali polimerici, molto sottile (con spessore inferiore a 0,5 millimetri) e che diventa adesiva se attivata elettricamente. Il risultato è un robot in grado sollevare fino a 20 chilogrammi con due targhette di dimensioni pari a una carta di credito; aumentando la superficie cresce automaticamente la forza di presa. Tra i benefici di questi polpastrelli va menzionata l’attenzione alla sostenibilità ambientale: il principio elettrostatico, a differenza delle ventose usate nell’industria, è efficiente dal punto di vista energetico. Inoltre, muniti di sensori, consentono al robot di riconoscere l’oggetto da sollevare, di spostarlo senza comprimerlo e danneggiarlo e distinguerne la prossimità . Tra gli ambiti di impiego i principali sono la logistica, dallo smistamento in magazzino alle consegne, coerenti con l’area in cui questa tecnologia è stata sviluppata, quella compresa tra Bologna e Reggio Emilia, caratterizzata da una forte concentrazione di aziende di macchine per il confezionamento.

In futuro, tuttavia, il suo utilizzo potrebbe esser esteso in quello biomedico e spaziale. In particolare in questo ultimo campo la tecnologia si rivela molto promettente: operando in condizioni di vuoto pneumatico, può essere usata per catturare eventuali detriti spaziali o afferrare oggetti che necessitano di manutenzione, come i microsatelliti per poi avvicinarli all’operatore umano responsabile della riparazione. Queste innovazioni dimostrano che il ruolo dei robot può e deve essere quello di alleati e non competitor. Per affrontare le sfide attuali e future è sempre più necessaria non una competizione ma una reciproca collaborazione tra uomo e macchina. AGIPRESS

Pamela Preschern – Stradenuove

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