DIRETTORE RESPONSABILE FRANCESCO CARRASSI

6 Novembre 2014

ISTRUZIONE MONTAGNA – Dalla Toscana un documento per il Governo sull’iniziativa “La Buona Scuola”

Richiesta attenzione alle specificità delle scuole delle zone montane, rurali e insulari

AGIPRESS – FIRENZE – Un documento di lavoro proposto da Uncem Toscana, Regione Toscana, Ufficio Scolastico Regionale della Toscana con il confronto con i Comuni e le Scuole della Montagna toscana. È quanto è emerso questa mattina a seguito di un incontro che si è svolto presso Uncem Toscana dove in videoconferenza era collegato tutto il mondo scolastico montano. La bozza di documento è stata analizzata nei contenuti e nei principi e sarà prima integrata con i contributi che arriveranno dai territori, poi presentata pubblicamente e, infine, inviata al Governo come contributo toscano all’iniziativa nazionale “La Buona Scuola” che fino al 15 novembre è aperta a “costruire insieme la buona scuola” e servirà per evidenziare la specificità dell’istruzione in montagna.

I PRINCIPI che guidano il documento del Governo ‘La Buona Scuola’ non possono che essere condivisi “ è emerso dall’incontro “ perché qualità dell’istruzione, innovazione, merito devono essere i pilastri su cui si fonda una scuola di eccellenza in grado di formare i cittadini di domani. È bene ricordare però che è assolutamente necessario garantire uguali servizi e diritti a tutte le popolazioni indipendente da dove vivono o lavorano e la scuola è uno dei servizi essenziali da garantire anche alle popolazioni montane e insulare.

SPECIFICITA’ PER AREE MONTANE – “Le osservazioni che invieremo al Governo sulle specificità che riguardano le scuole nelle aree montane sono di particolare importanza in un momento in cui i tagli su tutti i fronti le mettono continuamente a rischio, in Toscana vorremmo invertire la tendenza e garantire ai territori montani una scuola sempre più innovativa, accreditata e con funzioni di presidio dell’intera comunità locale” ha detto il Presidente di Uncem Toscana Oreste Giurlani. “Accogliamo positivamente – aggiunge – l’idea di sviluppare, di concerto con le Regioni, piani straordinari per la connettività delle ‘aree interne’ da cui poter anche sviluppare progettualità condivise. Vorremmo che un’attenzione più dettagliata fosse rivolta ai plessi scolastici ubicati nelle aree interne, arrivando a guardare a loro non più come una deroga ma come una vera e propria specificità normativa. Per questa ragione è importante che ˜La Buona Scuola’ si occupi anche delle specificità delle aree interne in cui i piccoli plessi scolastici meritano di essere sostenuti a garanzia del presidio territoriale”. Altro punto di attenzione ha riguardato le tecnologie per permettere anche a scuole con numero basso di studenti, di svilupparsi e aumentare le opportunità di scambio di buone pratiche e di relazioni. Puntare sulla qualità di queste esperienze scolastiche potrà avere effetti benefici sulla continuità didattica e sulla residenzialità nei territori più disagiati dal punto di vista infrastrutturale.

Agipress

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