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25 Ottobre 2023

Il livello del mare cresce sempre di più


AGIPRESS – Si parla frequentemente delle possibili conseguenze a cui stiamo andando incontro a causa dell’innalzamento del livello del mare per colpa del riscaldamento globale, ma non tutti pensano che ci sia concretamente questo rischio e restano scettici a riguardo. Il ritmo dell’aumento del livello del mare purtroppo però, è sempre più incalzante, tanto che, alcune nazioni potrebbero quasi scomparire, costringendo le popolazioni di intere città ad abbandonare la propria casa. Si vocifera ci sia un certo allarmismo mediatico continuo e ripetuto per influenzare solamente i consumi favorendo le multinazionali produttrici di tecnologie del settore delle energie rinnovabili o di quello della mobilità elettrica. Ma uno studio a riguardo ci mette seriamente in allarme.

Uno studio, pubblicato sulla rivista Earth System Science Data, dal titolo “The World Atlas of Last Interglacial Shorelines”, a cui hanno partecipato i professori Matteo Vacchi dell’Università di Pisa e Alessio Rovere dell’Università Ca’ Foscari di Venezia come primo autore, ci fa sapere che se le emissioni di gas serra continueranno al ritmo attuale, nel 2100 il livello del mare sulla Terra potrebbe aumentare anche fino a un metro, con danni irreparabili per mareggiate e fenomeni estremi. La ricerca ha combinato tutti i dati disponibili relativi al livello del mare, in modo da poter tracciare dei modelli climatici futuri. Le zone che rischiano di più, a livello globale, sono gli atolli nel Pacifico e le piane costiere del sud-est asiatico. Nel Mediterraneo invece, preoccupano la laguna di Venezia, l’alto Adriatico e le grandi piane costiere, come il Volturno di Napoli e la piana pisana in Toscana. Per il nord Africa i danni eventuali riguarderebbero le zone costiere pianeggianti della Tunisia, del Marocco e il Delta del Nilo.

L’unione delle due grandi calotte polari del Pianeta, Groenlandia e Antartide, sarebbe la prima causa dell’aumento del livello dei mari. “La ricerca, ha messo insieme tutti i dati esistenti relativi al livello del mare durante l’ultimo periodo interglaciale, 125mila anni fa, in cui la Terra è stata lievemente più calda rispetto ad oggi, circa 1-1,5 gradi su scala globale e 3-5 ai poli. Secondo l’atlante on line creato dai ricercatori, il livello dei mari all’epoca era tra i 3 e i 9 metri più alto di adesso”, evidenzia l’Ateneo pisano. Ma in questo aumento pare ci sia anche lo zampino dell’uomo: “Nel periodo interglaciale le condizioni climatiche erano dovute a un cambiamento nella configurazione orbitale della Terra, il riscaldamento climatico odierno deriva invece, maggiormente, dall’aumento dell’anidride carbonica nell’atmosfera dovuto all’effetto antropico”, sostiene Matteo Vacchi. Le inquietudini del mondo scientifico sono dunque, ben evidenti vedendo il ritmo al quale viaggia l’innalzamento del mare: “Nella Terra ci sono stati dei periodi in cui il livello del mare è salito al di sopra dell’attuale, ma quello che angoscia oggi sono i tassi di risalita, ovvero l’accelerazione avvenuta negli ultimi 150 anni, in concomitanza con l’inizio della rivoluzione industriale che ha aumentato enormemente le emissioni di gas serra nell’atmosfera”, conclude il Prof. Vacchi. Una catastrofe ambientale epocale, quindi, quella che si prospetta, provocata dalle mani umane, le stesse che potrebbero fermarla con un pizzico di buona volontà . AGIPRESS

Francesca Danila Toscano – Stradenuove

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