DIRETTORE RESPONSABILE FRANCESCO CARRASSI

22 Marzo 2024

Francesca Peppucci, la più giovane europarlamentare italiana della storia, racconta la sua esperienza

L’esponente di Forza Italia nel Gruppo del PPE al Parlamento Europeo: “Ambiente, sanità pubblica e sicurezza alimentare le priorità”

AGIPRESS –  Nata e cresciuta a Todi, inizia il suo impegno politico all’età di 23 anni, spinta dalla passione e dalla voglia di contribuire a creare un futuro migliore per il suo territorio. Nel 2017 a soli 24 anni viene eletta consigliere comunale nel Comune di Todi e ricopre per l’intera consigliatura il ruolo di capogruppo. A 25 anni nel 2019 viene candidata al Parlamento Europeo e registra un risultato di 22.163 preferenze. Nello stesso anno si candida al Consiglio regionale dell’Umbria e viene eletta con 5.000 voti. Nel 2022 diventa presidente del Gruppo consiliare di Forza Italia nell’Assemblea legislativa. Nel 2023 è eletta nell’Europarlamento nel Gruppo del PPE, diventando la più giovane eurodeputata d’Italia. Peppucci è membro della Commissione ENVI, con deleghe su ambiente, sanità pubblica e sicurezza alimentare. È inoltre membro effettivo della Delegazione interparlamentare sulla disabilità e membro sostituto della Sottocommissione e della Delegazione per le relazioni con gli Stati Uniti.

Oggi, alla viglia delle nuove elezioni europee, abbiamo chiesto a Francesca Peppucci di fare un bilancio della sua esperienza. “Ho avuto solo un anno a disposizione per lavorare. Un anno di crescita innanzitutto personale che mi ha permesso di conoscere tante realtà e di aprirmi a quelle che sono le culture, le esperienze, le capacità ma anche le non capacità degli altri Stati membri. In questi dodici mesi ho lavorato per rendere questo incarico un’opportunità per l’Italia e in particolare per le regioni del centro tra cui, l’Umbria ovviamente ma anche il Lazio, la Toscana e le Marche. La mia attività si è svolta non solo a livello legislativo andando incontro a quelle che erano le esigenze italiane e territoriali in merito ai dossier che avevamo aperti, ma anche promuovendo le aree di riferimento per far conoscere ancor più le nostre eccellenze produttive, la nostra cultura, l’arte, le tradizioni. Una visibilità che ha avuto risvolti positivi, obiettivo di cui sono particolarmente fiera”.

Che effetto fa essere la più giovane europarlamentare italiana in Europa. Come è stata accolta? “Diciamo che io mi sono trovata spesso ad avere questo primato: a Todi dove sono stata eletta consigliera comunale a soli 24 anni, poi in Regione dove sono entrata nel 2019 e ora nel Parlamento Europeo. C’è un filo conduttore insomma che caratterizza da sempre la mia carriera politica: la giovane età. Non sempre però questo è un vantaggio. Se da un lato infatti c’è l’opportunità di essere in qualche modo portatori delle esigenze delle giovani generazioni alla politica, alle istituzioni e alle amministrazioni, dall’altra c’è un po’ di quella diffidenza nei confronti di chi avendo poca anagrafe alle spalle non viene preso subito realmente sul serio. Posso dire che quando ho avuto l’opportunità di farmi conoscere, di poter lavorare e dimostrare cosa so fare in vari ambiti, le persone mi hanno apprezzato. Impegno, convinzione e fiducia nelle proprie possibilità e nei propri obiettivi sono gli elementi fondamentali per fare spazio ai giovani. Mi piace sottolinearlo e ricordarlo spesso ai miei coetanei”.

A proposito di impegni, lei è membro della Commissione ENVI, con deleghe su ambiente, sanità pubblica e sicurezza alimentare. È inoltre membro effettivo della Delegazione interparlamentare sulla disabilità e membro sostituto della Sottocommissione e della Delegazione per le relazioni con gli Stati Uniti. Insomma, tanta roba. “Sono tematiche fondamentali, sfide da vincere per il nostro stesso futuro. Il problema della transizione ecologica, del cambiamento climatico è una priorità che dobbiamo affrontare in modo organico con una strategia comune. Strategia che passa proprio dal tenere ben presente il collegamento esistente tra la sicurezza alimentare, l’ambiente e la salute umana. L’obiettivo però è tracciare una strada realmente percorribile. Non servono decisioni ideologiche che mettono in difficoltà interi settori come l’ industria o l’agricoltura. Tutelare l’ambiente è prioritario ma in un percorso realmente percorribile. Ad esempio, a proposito di emissioni inquinanti, è sbagliato paragonare gli allevamenti, anche di piccole unità, alle grandi industrie. Gli agricoltori sono custodi dell’ambiente e del vivere sano e genuino, pertanto non è pensabile continuare a imporre obblighi europei ultra ambientalisti che danno la responsabilità del cambiamento climatico ad un unico settore. Come delegazione di Forza Italia inoltre abbiamo votato contro la direttiva Case Green, convinti che la proposta sia da migliorare ottenendo tempi più lunghi e riducendo gli oneri a carico dei cittadini”.

Lei fa parte del Gruppo parlamentare europeo che sostiene la ricandidatura della Von Der Leyen alla guida della Commissione Europea. “Sì, ho pienamente condiviso anche il discorso fatto a Bucarest dal segretario di FI Tajani, che è anche vicepresidente del PPE: ha sottolineato l’esigenza di andare sì incontro alle urgenze politiche di sostegno dell’ambiente ma tenendo nel dovuto conto anche le esigenze dei settori produttivi. E la Von Der Leyen è di sicuro la persona che meglio può coniugare queste due priorità”.

Futuro e Intelligenza Artificiale. Una potente rivoluzione scientifica che può aiutarci a risolvere i grandi problemi dell’umanità ma che non è certo priva di rischi. Recentemente il Parlamento europeo ha varato la prima importante normativa al riguardo che anche lei ha votato. “Sì, siamo la prima potenza al mondo ad aver regolamento in tal senso. Un grande punto di partenza con un approccio non solo economico ma anche etico. Un punto di partenza, bisognerà poi verificare l’applicazione e il rispetto della legge valutando anche gli aggiornamenti che potrebbero rendersi necessari a mano a mano che l’IA si sviluppa. Questa innovazione viaggia molto velocemente e se da un lato ci aiuterà come detto a favorire la crescita economica o a raggiungere traguardi importanti nel campo della ricerca e della cura di molte malattie, dall’altro dovremo sempre cercare di tutelare le persone, la loro privacy, le loro libertà ma anche l’occupazione. La crescita economica che l’IA favorirà sarà accompagnata, questa la previsione degli analisti, dallo sviluppo di nuove professionalità. La rivoluzione scientifica dunque dovrà promuovere lo sviluppo ma senza sovrapporsi alle capacità umane di cui restiamo fieri e orgogliosi”.

E il suo di futuro cosa prevede? Una nuova candidatura europea? “E’ ancora presto per dirlo. Il Partito sta facendo delle valutazioni, le sta facendo lo stesso Segretario di FI Antonio Tajani. Noi abbiamo dimostrato al Congresso che vogliamo rilanciare l’azione di FI: i numeri sono in forte crescita. Dopo le regionali il vero banco di prova saranno proprio le elezioni europee. Pertanto ci sarà il massimo impegno. Noi siamo nel PPE, il gruppo parlamentare più numeroso e quindi il più influente e in grado di dare risposte. Perciò vogliamo continuare a essere centrali nella strategia europea. La mia candidatura passa da una serie di ragionamenti, di valutazioni che vengono fatte territorialmente e a livello nazionale, non solo dalla mia volontà personale”.

AGIPRESS

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