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24 Ottobre 2026

Fine vita, l’Umbria approva la legge. Il ricordo di Laura Santi e l’astensione di Proietti

AGIPRESS-L’Umbria compie un passo storico sul tema del fine vita. L’Assemblea legislativa regionale ha approvato la proposta di legge di iniziativa popolare “Liberi Subito”, diventando la quinta regione italiana, dopo Toscana, Sardegna, Emilia-Romagna e Veneto, a dotarsi di una normativa che disciplina il suicidio medicalmente assistito, distinto dall’eutanasia e già definito nei suoi principi fondamentali dalle sentenze della Corte Costituzionale. Il provvedimento arriva al termine di un percorso promosso dall’Associazione Luca Coscioni, che in Umbria ha raccolto 4.801 firme a sostegno della proposta. Una mobilitazione che porta il segno indelebile di Laura Santi, la giornalista perugina affetta da sclerosi multipla che ha trasformato la propria vicenda personale in una battaglia pubblica per il diritto all’autodeterminazione. Per anni Santi ha sostenuto la necessità di garantire alle persone affette da patologie irreversibili la possibilità di scegliere in modo libero e consapevole il proprio percorso di fine vita, definendo la sua come una lotta per la libertà di scelta e per la dignità della persona. La legge stabilisce procedure e tempi per la verifica delle richieste di accesso al suicidio medicalmente assistito. Potranno presentare domanda i pazienti affetti da malattie irreversibili, sottoposti a sofferenze fisiche o psicologiche considerate intollerabili e in possesso dei requisiti indicati dalla Consulta. La valutazione sarà affidata a un’équipe sanitaria multidisciplinare chiamata ad accertare le condizioni cliniche e la piena capacità di autodeterminazione del richiedente.
Tra gli aspetti più significativi del voto figura la scelta della presidente della Regione, Stefania Proietti, di astenersi dalla partecipazione. Una decisione motivata da ragioni tecniche e istituzionali. «Non ho partecipato al voto perché la vita va messa al centro di ogni nostra azione – ha dichiarato all’Ansa -. Ho ritenuto che questo percorso di legge, pur legittimo, non attuasse pienamente un percorso che dovrebbe essere innanzitutto statale e nazionale». La presidente ha inoltre sottolineato l’importanza di rafforzare cure palliative, hospice e assistenza domiciliare, ricordando come proprio questo fosse uno degli impegni che le aveva affidato Laura Santi. Per i sostenitori della legge, tuttavia, il risultato rappresenta soprattutto il compimento di una battaglia civile.
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