DIRETTORE RESPONSABILE FRANCESCO CARRASSI

19 Maggio 2024

Fare o non fare

AGIPRESS – Vi è mai capitato di pentirvi di aver fatto qualcosa? Di rimproverarvi di non aver aspettato prima di dare una risposta o di compiere un gesto a volte forse troppo istintivo ed irruento? Io ci potrei riempire un’enciclopedia di quante volte ho sbagliato. In campo lavorativo se si ha una posizione subordinata a qualcuno si può avere la fortuna di avere un capo intelligente e delegante oppure la sfortuna, purtroppo più frequente, di misurarsi con persone non all’altezza del ruolo ma soprattutto non predisposte a cercare di migliorare. In una cena tra amici oltre che parlare di sport, figli e malattie, spesso ci si racconta dei problemi che si hanno con un capo presuntuoso, arrogante e spesso non comunicativo. Un disastro. Quando ci si trova in questa situazione si aprono due strade che non prevedono una terza. Cambiare lavoro, potendolo fare affrontando comunque un rischio, oppure andare avanti destreggiandosi tra il fare e il non fare. Fare quanto richiesto al meglio di quanto si possa ma non fare cose in più, non esagerare nell’ esibire particolari capacità, meglio rimanere entro certi limiti. Mai esibire troppa intelligenza, iniziative e idee non dichiarate. Questo comportamento porterebbe uno squilibrio nei rapporti non solo con i capi ma anche con i colleghi. Il “troppo bravo” disturba, innervosisce, stimola piccole vendette fastidiose da chi lo interpreta competitivo e ingombrante. Questa necessità di frenarsi per sopravvivere stona con i ritmi forsennati che siamo costretti a subire soprattutto nelle grandi città. Il posto di lavoro dovrebbe essere un rifugio creativo dove poter esprimersi senza paure ed insicurezze, il contesto familiare, invece, il momento della condivisione di valori, di sogni, di progetti di vita e di futuro con le persone verso le quali si prova un affetto sincero incondizionato. Qual è la soluzione quindi? Basso profilo ed andare avanti a piccoli passi
senza come già detto “non esagerare”? Assolutamente no! La mia maturità mi ha portato a pensare in modo più spregiudicato. Ogni opportunità di lavoro o nel campo sentimentale va vissuta intensamente fino in fondo anche a costo di scontrarsi contro mille problemi e con il rischio anche di perdere. Se ci credi veramente nella tua vita , nelle tue scelte, in te stesso, devi andare avanti. Non puoi fermarti, non devi avere paura. Credere in se stessi e nelle proprie potenzialità ci fa vivere meglio e il “non riuscire” deve essere di stimolo per andare avanti ad oltranza senza fermarsi per prudenza. Non possiamo vivere nel ricordo dei nostri nonni che ci dicevano “sii prudente”. Il mondo non è solo cambiato nelle abitudini, si è completamente ribaltato levandoci essenziali punti di riferimento per cui non ci possiamo arrendere, non ci dobbiamo arrendere! AGIPRESS

Raimondo Astarita

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