DIRETTORE RESPONSABILE FRANCESCO CARRASSI

18 Marzo 2013

COMMERCIO 2 – Unioncamere, tracollo del tradizionale. Regge solo la grande distribuzione

Questo è un testo introduttivo e consiglio di utilizzarlo sempre in formattazione HEADING 3

AGIPRESS “ FIRENZE – Il dettaglio del rapporto sulla congiuntura delle imprese del commercio al dettaglio in Toscana, consuntivo 4° trimestre 2012-aspettative 1° trimestre 2013, elaborata dall’Ufficio Studi di Unioncamere Toscana ci dice diverse cose. Nel commercio di vicinato (1-5 dipendenti) il calo dei consumi fra ottobre e dicembre è stato dell’8,3%, mentre le medie strutture (6-19 dipendenti) si fermano al -6,4% e le grandi strutture al -2,5%. Complessivamente il 2012 segna il tracollo per il commercio tradizionale (-8,3% rispetto al -3,9% nel 2011), una forte flessione per le medie strutture (-6,8%, -2,8% nel 2011) mentre le grandi strutture perdono il 2,3%, rispetto allo 0,6% del 2011.

Gli esercizi de-specializzati (ipermercati, supermercati e grandi magazzini) con un balzo del +2,4% “ miglior risultato dall’inizio del 2008 “ rafforzano in chiusura d’anno il trend positivo avviato dal terzo trimestre 2010. Il comparto dello specializzato alimentare perde invece il 7,1% nel periodo ottobre-dicembre e il 6,4% a livello annuale. Continua la flessione anche per lo specializzato non alimentare: -7,8% nel quarto trimestre 2012, -7,7% nell’intero 2012.
In generale, il quarto trimestre in Toscana ha significato un andamento meno negativo delle vendite per i non alimentari rispetto al periodo estivo, soprattutto per abbigliamento ed accessori, farmaceutici, profumeria, libri, giornali, cartoleria, articoli di seconda mano, mentre continuano a calare pesantemente gli acquisti di prodotti per la casa ed elettrodomestici.
La fiducia degli operatori è in netto calo: si registra un clima di rassegnazione nella piccola e media distribuzione e il pessimismo circa l’evoluzione delle vendite nel corso dei primi tre mesi del 2013 è in rapida ascesa fra gli specializzati alimentari, mentre migliorano gli umori degli operatori di ipermercati, supermercati e grandi magazzini.
Il calo delle vendite ha riflessi anche sulla tenuta del tessuto commerciale. Alla fine del 2012, rispetto al 31 dicembre 2011, i punti vendita risultano in flessione di mezzo punto percentuale: in termini assoluti ciò equivale a 284 unità locali registrate in meno (al netto delle cessazioni d’ufficio) nel commercio al dettaglio in sede fissa. Su tale riduzione ha inciso soprattutto il calo degli esercizi specializzati non alimentari (-285 unità locali) e, in misura minore, quello dei non specializzati a prevalenza di prodotti non alimentari (-18 unità locali). Tengono invece i punti vendita alimentari ma solo grazie agli esercizi non specializzati, il cui incremento (+36 unità locali) riesce a più che compensare la contrazione degli specializzati (-17 unità locali).

Agipress

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