DIRETTORE RESPONSABILE FRANCESCO CARRASSI

28 Ottobre 2015

CARNE ROSSA: CITTADINI PREOCCUPATI, LE ASSOCIAZIONI DI CATEGORIA RASSICURANO

Confcommercio e Confesercenti intervengono sull’allarme lanciato dall’OMS

AGIPRESS “ FIRENZE – Cittadini preoccupati che chiedono ai macellai di fiducia informazioni e indicazioni sul consumo di carne. E’ una delle conseguenze dell’allarme lanciato in questi giorni dall’Oms, l’Organizzazione mondiale della sanità , riguardo le proprietà cancerogene della carne rossa trattata e di quella suina, in seguito allo studio effettuato dall’Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro (IARC). Medici ed oncologi si sono espressi a riguardo tranquillizzando la popolazione ed esortandola a seguire un’alimentazione sana ed equilibrata includendo nella propria dieta anche la carne rossa.

LE ASSOCIAZIONI CATEGORIA – “Le nostre produzioni si caratterizzano per la bassissima presenza di grassi e additivi, indicati tra i principali agenti cancerogeni. Il nostro è tra i principali paesi produttori di salumi a denominazione protetta e controllata, riconosciuti e tutelati dall’Unione Europea, i cui disciplinari di produzione sono sotto la sorveglianza del Ministero delle politiche agricole, oltre che ai severi controlli della medicina veterinaria pubblica”. Queste le parole di Daniele Guerrini, Presidente Assomacellai Confesercenti di Firenze che intende affrontare la questione con la maggior chiarezza possibile e richiede al sindaco di Firenze Dario Nardella di attivarsi per realizzare un confronto tra le imprese del settore ed i medici, chiamati ad affrontare il problema dal punto di vista scientifico. Alberto Rossi, Presidente Federcarni di Confcommercio Toscana, mette in luce un punto chiave della questione: non tutta la carne rossa è potenzialmente cancerogena ma solo quelle lavorate cotte a lunga conservazione tra cui wusterl, insaccati, salumi trattati con conservanti e prodotti chimici. “Sui banchi delle nostre botteghe – chiarisce – non si troveranno mai prodotti conservati, di scarsa qualità ma soltanto carne fresca proveniente d’allevamenti locali che producono appositamente per le macellerie e quindi controllate preventivamente. Sono carni sane – aggiunge- quelle dalle quali poi ricaviamo ottimi prodotti a cuocere che hanno un massimo di cinque giorni di scadenza, oppure carni cotte in proprio che devono esser consumate entro i tre giorni”. (Giulia Penna)

Agipress

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