DIRETTORE RESPONSABILE FRANCESCO CARRASSI

11 Dicembre 2013

CAPANNONI CINESI SEQUESTRATI – Rossi scrive a Confindustria: “Incontriamoci con le grandi firme per cui lavorano”

Lettera al presidente regionale e ai presidenti di Firenze e Prato. Prodotti Luis Vuitton e Chanel nelle imprese coinvolte nel blitz della Guardia di Finanza

AGIPRESS “ FIRENZE – Una lettera ai presidenti di Confindustria Toscana, Alessandro Pacini, Confindustria Firenze, Simone Bettini, e Confindustria Prato, Andrea Cavicchi, a proposito della notizia del sequestro da parte della Guardia di Finanza di tre capannoni a Calenzano nei quali lavoravano 111 persone, perlopiù irregolari, in condizioni di completa illegalità sotto il profilo dei contratti lavorativi e di salubrità . L’ha inviata oggi, mercoledଠ11 dicembre, il presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi, ritornando di fatto sull’enorme problema legato alla comunità cinese che opera nel settore. Le imprese che gestiscono quei capannoni, infatti, sono di proprietà di cittadini cinesi, e sembra che operassero con autorizzazione rilasciata dai gruppi Louis Vuitton e Chanel per produrre minuterie metalliche. “Una corretta politica industriale deve porsi il problema del governo della filiera produttiva nel suo insieme, ben oltre le specifiche responsabilità penali o comunque giuridiche che possono essere distribuite fra diversi soggetti lungo questa filiera a seconda dell’organizzazione della stessa”, ha scritto Rossi ei vertici confindustriali avanzando una proposta: incontrare i vertici dei due gruppi in questione, Louis Vuitton e Chanel, “per verificare insieme a loro che cosa sia possibile fare per evitare situazioni come quelle rivelate a Calenzano e che, verosimilmente, sono assai diffuse in tutto il distretto produttivo fra Prato e Firenze”.

La riflessione che il presidente Rossi formula a Confindustria è che “non può essere un dettaglio il fatto che queste imprese cinesi operassero per conto di due grandi gruppi internazionali, giacché questa vicenda (certamente esemplare di una situazione ben più diffusa) chiama in causa il tema della filiera produttiva e dei controlli e tracciabilità di prodotti e processi che in ogni loro passaggio debbono essere garantiti ed avere una precisa responsabilità “.

Agipress

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