DIRETTORE RESPONSABILE FRANCESCO CARRASSI

15 Ottobre 2014

ALLUVIONE MAREMMA – Colpite zone già danneggiate, Rossi chiede poteri speciali di intervento

Ancora maltempo e ancora morti, è l’ora di una seria prevenzione

AGIPRESS – GROSSETO – Dopo la tragica alluvione che ha interessato la Maremma, nel grossetano, causata dall’esondazione dell’Elsa provocando due vittime, tornano di estrema attualità i temi legati alla prevenzione del dissesto idrogeologico e la manutenzione dei corsi d’acqua. Il Presidente della Regione Toscana Enrico Rossi precisa: “Da dicembre 2012 la Regione ha stanziato 21,3 milioni per il bacino dell’Osa-Albegna, nei quali sono compresi anche gli ultimi 7,8 milioni di euro che la Regione ha stanziato nel 2013 per la cassa di espansione di Camporegio. Quando tutti gli interventi saranno conclusi – ha sottolineato il presidente – la situazione della piana dell’Albegna dal punto di vista del rischio sarà incomparabilmente migliore rispetto a quella precedente agli eventi calamitosi del 2012. Andiamo avanti con le opere previste fino al 2015-2016 con la massima rapidità . A mio giudizio abbiamo fatto abbastanza ma si poteva fare di più. Il Consorzio da parte sua ha un programma preciso. Oltre a dover realizzare una cassa di espansione importantissima, quella di Castel del Pietro, deve fare l’adeguamento idraulico del Magione-Radicata. La Regione deve fare invece la cassa di espansione di Camporegio. Si segua tutti la tabella di marcia e si facciano i lavori, ciascuno faccia quello che deve”.

ABBATTERE LA BUROCRAZIA – “Chiedo che su tutte opere idrauliche i presidenti di Regione abbiano poteri di commissario governativo” – ha detto ancora Rossi che ha aggiunto “Ciò significherebbe avere il potere di convocare le conferenze dei servizi, stabilire i tempi di rilascio dei pareri e le autorizzazioni e addirittura sostituirsi nel caso di mancata risposta; oppure procedere andando sopra varianti urbanistiche (per esempio c’è un problema di questo tipo sull’argine remoto), ovviamente nell’ambito delle leggi esistenti. Accetto volentieri questa sfida. Ieri ho parlato con Lotti, Del Rio, poi con D’Angelis e ho presentato una proposta di modifica dello Sblocca Italia all’onorevole Mariani. L’unico tema su cui sono stato investito con poteri di commissario di governo è stata la vecchia convenzione Stato Regioni del 2010, ma né per Massa, né per Grosseto, né per l’Elba mi sono stati dati poteri speciali”. Rossi ha anche chiesto al Governo che per le opere inferiori ai 5 milioni di euro (sotto soglia europea) si possa derogare dalla gara con trattative dirette, mentre per quelle superiori si faccia la gara a condizione che, in caso di ricorso, i lavori non si fermino. “Sarebbe questa una norma civile – ha detto Rossi – ferma restando la responsabilità penale. Al Governo chiedo infine di togliere dal Patto stabilità i finanziamenti per il dissesto idrogeologico. L’Europa ci dia una mano vera e ci consenta di spendere”.

RISARCIMENTI – “Chiederemo lo stato di calamità – ha concluso Rossi – ma bisogna che anche su questo punto Parlamento e Governo si impegnino. Chiediamo pertanto innanzitutto un provvedimento analogo a quello di Genova con la sospensione delle tasse per tutti gli agricoltori colpiti e, nello stesso tempo, per questi agricoltori un riconoscimento, anche per le scorte, che deve venire stavolta dal Governo”.

GEOLOGIMaria Teresa Fagioli presidente dell’Ordine dei Geologi della Toscana: “Prevenzione e manutenzione del territorio sono ancora scarse, ma il problema vero, riguarda la perdita della cultura del territorio: non è infatti adeguatamente percepita la dimensione del problema del rischio idrogeologico a tutti i livelli, dai privati cittadini alle amministrazioni locali. Le risorse che vengono impegnate per la sicurezza del territorio sono di conseguenza insufficienti, sporadiche e drammaticamente tardive. Lavori e opere devono essere concretizzati, programmi e progetti nel cassetto non fermano l’acqua né le frane, burocrazia e patto di stabilità non possono mettere a rischio la vita dei cittadini. Questo non è certo il momento per fare polemiche, «su chi ha sbagliato e chi no, su chi doveva fare e non lo ha fatto. Adesso è il momento del fare. I sindaci sono spesso quelli che rimangono con il cerino in mano, ma forse dovrebbero informarsi meglio sullo stato del territorio quando si candidano ad amministrarlo, magari iniziando dalle piccole cose, dai fossati non puliti, dai manufatti condonati e mai messi in sicurezza, dalle esercitazioni periodiche di protezione civile”.

Agipress

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