DIRETTORE RESPONSABILE FRANCESCO CARRASSI

3 Novembre 2026

60 anni dall’alluvione di Firenze: storie e testimonianze

AGIPRESS – Le storie di chi ha vissuto l’alluvione, i documenti salvati dal fango e una memoria che attraversa le generazioni. A Firenze, il sessantesimo anniversario del disastro del 4 novembre 1966 diventa l’occasione per ripercorrere uno degli eventi più drammatici della storia cittadina. Il 4 novembre inaugura “RI-EMERGERE 1966-2026. L’alluvione di Firenze. Memoria, ricerca e futuro”, il progetto promosso dall’Archivio di Stato di Firenze e dalla Fondazione CR Firenze, con una mostra aperta al pubblico fino al 5 febbraio 2027. Un percorso avviato nel giugno 2026 che ha coinvolto direttamente i cittadini nella raccolta dei ricordi, mettendo in dialogo generazioni diverse. Voci, suoni e immagini nati dalla rielaborazione delle testimonianze si intrecciano con documenti inediti, fotografie d’epoca e storie di vita, restituendo alla città una memoria che continua a parlare al presente. Come ci racconta Annastella Tempestini, che ha vissuto in prima persona quel giorno, quando al ritorno dalla Puglia a Roma con il nonno, il loro treno fu costretto a una deviazione lungo l’intera linea adriatica “Siamo arrivati a Firenze nel pomeriggio. Usciti dalla stazione di Santa Maria Novella ci siamo girati intorno chiedendoci che cosa fosse successo. C’era un silenzio di tomba, solo fango. Arrivati alla Fortezza, abbiamo visto un autobus che galleggiava e a quel punto abbiamo capito davvero che era successo qualcosa”. Oppure come racconta Clara Birello, ex Preside della scuola di San Lorenzo “A un certo punto vedo che da viale Bernardo Segni arriva l’acqua fino alle ginocchia. L’autobus non passa. Rientro a casa e i miei genitori si affacciano alla finestra: via Giambattista Vico era ricoperta di nafta e acqua, era impossibile uscire. In meno di un’ora il primo piano del palazzo era stato ricoperto dal fango”. La Fondazione Cassa di Risparmio di Firenze, che ha aderito a questo progetto in veste di coprotagonista, ha dimostrato il suo profondo legame con la comunità locale. L’intervento dell’istituzione è stato cruciale non soltanto per il contributo economico, che ha consentito di attivare la call con i cittadini di Firenze e di allestire la mostra, ma anche per il movente civico ed etico. “Attraverso la memoria la città può riconquistare, con un pensiero retrospettivo, la propria identità – afferma Carlo Sisi, membro del consiglio di amministrazione della Fondazione CR Firenze – il recupero di questi documenti non è soltanto il recupero della memoria, ma di materiali molto preziosi che vengono ad arricchire l’altrettanto prezioso patrimonio della città di Firenze”. Significativo anche l’intervento di Bernabò Bocca, presidente della Fondazione CR Firenze “A sessant’anni dall’Alluvione di Firenze abbiamo scelto di sostenere un progetto che restituisce alla comunità un ruolo attivo nella costruzione della memoria collettiva e che, allo stesso tempo, valorizza il ruolo dell’Archivio di Stato come luogo di ricerca, tutela e produzione di conoscenza”. Quel 4 novembre 1966, impresso nella memoria di tutti, vide il fango travolgere Firenze in poche ore e sommerse la città. L’acqua raggiunse 4,95 metri, arrivando quasi alla porta del Battistero, mentre la massa liquida precipitata su Firenze trascinò circa 600.000 tonnellate di fango. Dopo aver superato gli argini dell’Arno, l’acqua invase Piazza dei Giudici e gli Uffizi, dove l’Archivio di Stato aveva la sua sede originaria. Furono 75.000 le unità documentarie alluvionate, che, messe in fila, avrebbero coperto 9,3 chilometri lineari. La mostra si articola in sei sezioni: Ricordare, Cooperare, Ricostruire, Tutelare, Riconoscere e Connettere, che ripercorrono la vicenda dall’alluvione alla mobilitazione nazionale e internazionale, dalle operazioni di recupero e restauro all’evoluzione delle strategie di prevenzione e tutela. Al centro del progetto anche le testimonianze dei cittadini, raccolte attraverso una call, che ha ricevuto quasi 800 adesioni. Cento persone sono state selezionate per partecipare ai laboratori gratuiti organizzati lo scorso giugno: le interviste sono state raccolte dal gruppo di ricerca artistica Studio Azzurro, mentre i laboratori sul gesto sono stati curati da Company Blu. Alla mostra si affianca un programma di visite guidate e percorsi per le scuole. Previsti anche appuntamenti dedicati al racconto dell’alluvione attraverso la letteratura e il cinema, con la partecipazione, tra gli altri, di Marco Vichi, Leonardo Gori e Gianmarco D’Agostino. “L’alluvione del 1966 ha segnato per l’Archivio di Stato di Firenze l’inizio di un impegno che non si è mai interrotto”, dichiara la direttrice Paola d’Orsi. “RI-EMERGERE restituisce, con un linguaggio tutto contemporaneo, questi sessant’anni di lavoro sulla documentazione alluvionata”.

Clarissa Vatti

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