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26 Ottobre 2026

Società Benefit, crescita del fatturato del 13% e filiere più stabili: in Italia sono quasi 6.000

AGIPRESS – MILANO – Le Società Benefit continuano a crescere in Italia, distinguendosi per performance economiche, relazioni commerciali più solide e una maggiore integrazione nelle filiere sostenibili. È quanto emerge dalla Ricerca Nazionale sulle Società Benefit 2026, presentata il 26 ottobre a Milano durante l’evento “Società Benefit: dalla competitività all’interdipendenza”.

Secondo lo studio, realizzato da NATIVA, Research Department di Intesa Sanpaolo, InfoCamere, Università di Padova, Camera di commercio di Brindisi-Taranto e Assobenefit, la qualifica Benefit è associata a una crescita stimata del fatturato del 13% nel periodo 2022-2024. L’analisi, condotta confrontando circa 2.000 Società Benefit con altrettante imprese non-benefit simili per dimensione, settore, territorio ed età, evidenzia risultati positivi anche per il costo del lavoro (+17%) e il valore aggiunto (+12%).

Il vantaggio competitivo risulta più marcato quando il modello Benefit si accompagna a strategie orientate alla qualità, alla sostenibilità ambientale e all’internazionalizzazione.

Filiere più solide e relazioni commerciali tra imprese Benefit

La ricerca evidenzia una maggiore propensione delle Società Benefit a instaurare rapporti commerciali con imprese che condividono lo stesso modello. Il 38% delle SB intrattiene relazioni commerciali con altre Società Benefit, contro il 24% delle imprese non-benefit che si rifornisce da fornitori Benefit.

Anche la continuità dei rapporti commerciali rappresenta un elemento distintivo: il 27,4% degli acquisti delle Società Benefit proviene da fornitori con cui esiste una relazione continuativa da nove anni, rispetto al 21,8% registrato tra le altre imprese.

Questi dati assumono particolare rilievo in un contesto caratterizzato dalla volatilità dei mercati e dalle tensioni nelle catene di approvvigionamento. La stabilità delle relazioni può infatti favorire la continuità operativa, la condivisione di competenze e pratiche sostenibili e una maggiore capacità di affrontare le criticità. Il modello coinvolge anche le realtà più piccole: quando l’impresa acquirente è una microimpresa Benefit, il 57% dei fornitori della stessa dimensione è costituito da altre Società Benefit.

Innovazione e benessere territoriale favoriscono la diffusione del modello

L’analisi territoriale, basata sugli indicatori ISTAT del benessere equo e sostenibile (BesT 2025), mostra che le Società Benefit sono maggiormente presenti nelle province caratterizzate da più elevata capacità innovativa, redditi più alti e condizioni più favorevoli del mercato del lavoro.

La loro incidenza raggiunge 2,7 imprese ogni mille società nel Nord-Ovest, contro 0,8 nelle Isole. La diffusione del modello appare quindi legata soprattutto alla vitalità economica e innovativa dei territori, più che alla presenza di bisogni sociali più intensi o di condizioni di svantaggio.

Le finalità di beneficio comune inserite negli statuti dipendono principalmente dall’attività svolta dall’impresa, mentre territorio, settore e dimensione incidono solo in misura limitata sulle differenze degli impegni assunti. Il capitale umano costituisce l’eccezione più significativa, risultando maggiormente presente negli statuti delle imprese che operano in territori con condizioni occupazionali più favorevoli.

Quasi 6.000 Società Benefit in Italia

Al 30 giugno 2026, le Società Benefit registrate in Italia sono 5.968, in aumento del 7,7% rispetto alla fine del 2025 e del 15,6% su base annua. Nel complesso, impiegano circa 260.000 persone e generano un valore della produzione pari a 71,3 miliardi di euro, equivalente al 2,5% del totale nazionale.

Le microimprese rappresentano la componente numericamente più consistente, con 4.342 realtà, ma il modello raggiunge la maggiore diffusione relativa tra le imprese con oltre 250 addetti, dove l’incidenza è pari al 2,4%. Le Società Benefit sono presenti in tutti i principali comparti economici, con una particolare concentrazione nelle telecomunicazioni, nelle attività professionali e nell’istruzione.

L’analisi di 5.006 statuti conferma infine la prevalenza degli impegni sociali, che rappresentano il 55% delle finalità individuate, seguiti dagli obiettivi ambientali, al 28%, e da quelli di governance, al 17%.

I risultati della Ricerca Nazionale sulle Società Benefit 2026 delineano un modello imprenditoriale in progressiva espansione, nel quale competitività, stabilità delle relazioni di filiera e attenzione agli impatti sociali e ambientali si affiancano come elementi rilevanti per lo sviluppo delle imprese e dei territori.

La ricerca completa è disponibile sul sito Società Benefit.

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