
AGIPRESS – GENOVA – Una celebrazione che rimarrà negli annali dello Yacht Club Italiano e nella storia dello yachting classico. A Genova il più antico Yacht Club d’Italia, fondato nel 1879, ha infatti ospitato il gala party organizzato per festeggiare i 90 anni di Aria, storica imbarcazione a vela appartenente alla Classe degli 8 Metri Stazza Internazionale. Lunga 14 metri, è stata progettata nel 1934 e varata nel 1935 presso il Cantiere Costaguta di Genova Voltri, su progetto di Attilio Costaguta. Dal 1998 appartiene all’armatrice bolognese Serena Galvani Seràgnoli, che dopo averla ritrovata abbandonata in Sicilia l’ha restaurata e fatta tornare ai fasti di un tempo, facendola partecipare e vincere in occasione delle più importanti regate internazionali. Una novantina i selezionatissimi ospiti che hanno potuto vivere una serata unica, all’insegna della storia e della passione per le tradizioni navali. L’imbarcazione, che in 90 anni di storia ha fatto base all’Argentario, Napoli, in Francia, a Trieste, Gaeta, Fiumicino e sul Lago di Garda, dal 2023 issa orgogliosamente il vessillo dello Yacht Club Italiano di Genova, eletto suo nuovo porto di armamento.
LA STORIA DI “ARIA”
L’8 Metri Stazza Internazionale Aria è sceso ufficialmente in acqua il 2 gennaio 1935 presso il Cantiere Costaguta di Genova Voltri, fondato a fine Ottocento dai fratelli Ugo (1869-1903) e Attilio Costaguta (1877-1942). Nonostante il cantiere non esista più dall’inizio degli anni Ottanta, è unanimemente riconosciuto come uno dei più storici in Italia e viene ricordato per avere realizzato numerose e importanti imbarcazioni. Tra queste Emilia (1930), Miranda III (1938), Lycea (1928), Corsaro II (1961) della Marina Militare e soprattutto Italia, l’8 Metri S.I. del 1936 vincitrice nello stesso anno a Kiel in Germania del primo oro olimpico italiano con al timone Leone Reggio. Aria è costruita in fasciame di mogano, su ordinate di acacia, con la coperta in sitka-spruce, ha una lunghezza di 14,30 metri e un armo velico a sloop bermudiano, in grado di esporre al vento circa 75 metri quadrati di velatura. Come quando è nata, è priva di motorizzazione. Il primo armatore della barca è stato il genovese Benedetto Bruzzo e tra gli ex proprietari figura il marchese Francesco Spinola. Nel 1998 Aria viene ritrovata dalla Galvani abbandonata, vetroresinata e trasformata in barca da crociera sull’isola di Favignana. Il numero velico è 8-I.17. Serena associa al primo numero il giorno di dicembre della nascita del padre e al secondo quello in cui nel luglio 1992 si è tolto la vita. Lo interpreta come un ‘segnale’, acquista lo scafo e lo trasferisce in Toscana al Cantiere Navale dell’Argentario di Porto Santo Stefano per sottoporlo ad un restauro filologico che le consentirà di vincere numerose regate, tra cui il Campionato Europeo 1999 e l’America’s Cup Jubilèe di Cowes (isola di Wight), facendo entrare la barca negli annali della Coppa America. Interminabile la serie di podi conquistati a Gaeta, Napoli, Imperia, Trieste e in Francia a Cannes, La Baule e Noirmoutier-en-l’Île (Vandea francese), dove ha regatato davanti alla spiaggia presso la quale Renoir dipingeva le proprie tele. Aria è stata e continua ad essere un vero e proprio monumento galleggiante, che nel corso degli anni ha ricevuto premi e riconoscimenti anche dallo Yacht Club de France, dal CONI e da Assonautica.
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