
AGIPRESS – ROMA – Il Virus Respiratorio Sinciziale (RSV) non colpisce solo i bambini. Negli adulti, soprattutto tra gli anziani e le persone affette da patologie croniche, rappresenta una minaccia sanitaria ancora largamente sottovalutata. Ogni anno in Italia provoca circa 290mila infezioni respiratorie acute, oltre 26mila ricoveri ospedalieri e circa 1.800 decessi, numeri che, secondo gli specialisti, potrebbero essere persino sottostimati. È da questa consapevolezza che nasce “I Silenzi dell’RSV”, la nuova campagna nazionale di sensibilizzazione presentata alla Sala Stampa della Camera dei Deputati, promossa da una coalizione inedita di associazioni di pazienti con il supporto di Helaglobe e il contributo non condizionante di GSK, Moderna e Pfizer. L’obiettivo è chiaro: chiedere un accesso uniforme alla vaccinazione per gli adulti fragili su tutto il territorio nazionale, in linea con le raccomandazioni europee.
Un virus ancora poco conosciuto – Il Virus Respiratorio Sinciziale è tra le principali cause di infezioni delle vie respiratorie negli anziani e nei soggetti con malattie respiratorie, cardiovascolari, renali o diabete. Eppure continua a essere spesso confuso con una normale influenza stagionale. Una situazione che, secondo gli esperti, comporta ritardi diagnostici, ricoveri evitabili e un utilizzo inappropriato degli antibiotici.
Ministero della Salute: “Pronti a inserire la vaccinazione per gli adulti fragili” – Nel corso della conferenza, Anna Caraglia, Direttore dell’Ufficio Emergenze Sanitarie del Dipartimento della Prevenzione del Ministero della Salute, ha spiegato che il Governo sta lavorando all’aggiornamento del calendario vaccinale. «L’infezione da RSV è sottostimata. Come Ministero della Salute abbiamo già emanato dal 2024 circolari per promuovere la vaccinazione nei neonati e nei pazienti fragili. Con l’Istituto Superiore di Sanità stiamo aggiornando il calendario vaccinale e nei prossimi mesi vedremo come inserire anche la vaccinazione dell’adulto fragile. Alcune Regioni sono già pronte, ma dobbiamo esserlo in tutto il Paese.» L’obiettivo è superare le attuali differenze regionali nell’accesso ai vaccini, oggi disponibili ma non ancora garantiti in maniera uniforme.
Il confronto con Europa e Stati Uniti – Il ritardo italiano emerge anche dal confronto internazionale. Negli Stati Uniti i Centers for Disease Control and Prevention raccomandano la vaccinazione contro l’RSV agli over 75 e agli adulti tra 50 e 60 anni con patologie croniche. Nel Regno Unito, invece, il Servizio sanitario nazionale offre gratuitamente il vaccino ai 75enni e agli ospiti delle strutture residenziali per anziani, raggiungendo coperture superiori al 65%. In Europa l’Agenzia Europea per i Medicinali ha già autorizzato tre vaccini destinati alla popolazione adulta.
“Il 60% dei pazienti non conosce il virus” – Tra gli interventi più significativi quello di Salvatore D’Antonio, presidente dell’Associazione Italiana Pazienti BPCO Onlus, che ha acceso i riflettori sulla scarsa conoscenza della malattia. «L’RSV è una patologia silenziosa e difficile da individuare perché spesso viene scambiata per influenza o per un’infezione batterica. Questo porta a un ricorso improprio agli antibiotici: in inverno registriamo un aumento del 40% del loro consumo, pur trattandosi di un’infezione virale.»
Ancora più preoccupante il dato emerso da una ricerca condotta dall’associazione – «Da un’indagine su 500 nostri pazienti vaccinati contro l’influenza, quasi il 60% ignorava l’esistenza del Virus Respiratorio Sinciziale. Oggi ci troviamo nella scomoda posizione di spiegare ai cittadini che desiderano proteggersi che la vaccinazione non è ancora disponibile in maniera omogenea sul territorio nazionale.»
Andreoni: “I ricoveri potrebbero arrivare a 50mila l’anno” – Per Massimo Andreoni, professore ordinario di Malattie Infettive all’Università di Roma Tor Vergata e membro del Consiglio Superiore di Sanità, il peso dell’RSV è probabilmente ancora più elevato rispetto ai dati ufficiali. «Le stime potrebbero essere superiori a quanto conosciamo. Il Virus Respiratorio Sinciziale può determinare fino a circa 50mila ricoveri ogni anno.» Andreoni ha sottolineato come la prevenzione rappresenti un investimento sanitario. «Molti interventi di sanità pubblica rischiano di essere vanificati da infezioni prevenibili. Pensiamo a un anziano sottoposto a un intervento con protesi o a un paziente oncologico: l’infezione da RSV può compromettere tutto il percorso di cura.»
Il docente ha inoltre evidenziato un importante effetto indiretto della vaccinazione. «Vaccinare contro l’RSV riduce del 10% i ricoveri per infarto del miocardio. Il virus provoca una forte risposta infiammatoria che può aggravare pazienti già affetti da patologie cardiovascolari, non solo durante il ricovero ma anche successivamente.»
“Prevenire significa anche risparmiare” – Sulla sostenibilità del sistema sanitario è intervenuto anche Davide Cafiero di Helaglobe. «In Italia l’RSV provoca quasi 30mila ricoveri e circa 1.800 decessi ogni anno. I più colpiti sono i pazienti fragili. Fare prevenzione significa anche ridurre i costi per il Servizio sanitario nazionale.»
Il ruolo dell’informazione contro l’infodemia – Un altro tema centrale della giornata è stato quello della comunicazione. Per Eleonora Zazza, presidente del Corecom Lazio, una corretta informazione rappresenta parte integrante della prevenzione. «La salute dei cittadini non si tutela soltanto negli ospedali o con i farmaci, ma anche attraverso il diritto a ricevere informazioni chiare, scientificamente validate e accessibili. La comunicazione è una vera prestazione sanitaria.» Zazza ha richiamato l’attenzione sul fenomeno della disinformazione online. «L’infodemia e le notizie distorte colpiscono soprattutto anziani, malati cronici e caregiver. È fondamentale trasformare i social media da luoghi di disorientamento a strumenti di divulgazione istituzionale e certificata.»
Il video-manifesto: “La forza dell’assenza” – Durante la conferenza è stato presentato anche il video-manifesto della campagna, intitolato “La Forza dell’Assenza”. Il filmato racconta il “tempo sottratto” dalla malattia attraverso immagini di ambienti quotidiani improvvisamente vuoti, per concludersi con un messaggio rivolto ai cittadini: “Oggi esiste un vaccino contro il virus respiratorio sinciziale per gli adulti. Una nuova opportunità per proteggere chi è più fragile: parlane con il tuo medico.”
L’obiettivo della campagna – La coalizione di associazioni chiede un’estensione uniforme della protezione vaccinale per gli adulti fragili e gli anziani, superando le attuali disuguaglianze regionali. Il messaggio lanciato da Montecitorio è condiviso da istituzioni, comunità scientifica e rappresentanti dei pazienti: di fronte a un virus responsabile di migliaia di ricoveri e decessi ogni anno, la prevenzione vaccinale viene indicata come uno degli strumenti più efficaci per ridurre il peso clinico, sociale ed economico dell’RSV, garantendo un accesso equo alle opportunità di protezione per le fasce più vulnerabili della popolazione.
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