
AGIPRESS – ROMA – La Camera ha approvato all’unanimità, con 227 voti favorevoli, la proposta di legge C. 1693-A che modifica l’articolo 609-bis del codice penale, introducendo in modo esplicito il
concetto di consenso libero e attuale come elemento centrale del reato di violenza sessuale. Un passaggio decisivo, che avvicina l’Italia agli standard internazionali in materia di tutela delle vittime.
Il testo dovrà ora affrontare l’esame del Senato, dove sarà discusso e votato per completare l’iter legislativo.
La riforma stabilisce chiaramente che, in assenza di consenso libero e attuale, si configura il reato di violenza sessuale. La proposta, firmata dalle relatrici Carolina Varchi (FdI) e Michela Di Biase (PD), è frutto di un lavoro condiviso che ha coinvolto anche le leader dei due partiti, Giorgia Meloni ed Elly Schlein. L’articolo 609-bis viene così interamente riscritto. Il nuovo impianto normativo recepisce pienamente i principi della Convenzione di Istanbul, secondo cui la libertà e l’attualità del consenso sono indispensabili. Ne deriva che qualsiasi atto sessuale compiuto senza un consenso espresso, libero e presente nel momento dell’atto costituisce violenza sessuale.
Entrando nel merito, il primo comma elenca tre condotte che integrano il reato in assenza
di consenso: compiere atti sessuali su un’altra persona; far compiere atti sessuali a un’altra persona;
far subire atti sessuali a un’altra persona.
Il secondo comma riprende, con lievi modifiche, le ipotesi già previste dalla legge: il ricorso a violenza, minaccia o abuso di autorità; e l’abuso delle condizioni di inferiorità fisica o psichica, oppure di particolare vulnerabilità della vittima.
Soddisfatta la segretaria del PD, Elly Schlein, che commenta: «Siamo felicissimi di questo grande passo avanti per il Paese, una piccola grande rivoluzione culturale. […] Finalmente si chiarisce che ogni atto sessuale senza consenso è violenza, è stupro e quindi è reato». AGIPRESS.
Malvina Veneziano





