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16 Marzo 2026

Va al dottor Tommaso Priviero il Premio Montale Fuori di Casa

Tommaso Priviero

AGIPRESS – Il 21 marzo 2026, primo giorno di primavera, alle ore 11, nella sede della Fondazione Ambrosianeum di Milano (via delle Ore 3), prenderà il via una nuova sezione del Premio Montale Fuori di Casa, giunto ormai al suo trentesimo anno di vita. Si tratta della sezione dedicata ai “Rapporti tra Poesia e Psicologia”, che a partire dal 2026 assegnerà ogni anno il Premio a un’Opera Prima ritenuta di particolare interesse per gli argomenti trattati.
A tenerla a battesimo e ad averla concepita sono il presidente dell’associazione Il Doppio Sguardo Marco Garzonio, psicologo analista, past president del CIPA (Centro Italiano di Psicologia Analitica), giornalista e poeta, e la presidente del Premio Montale Fuori di Casa Adriana Beverini, scrittrice e operatrice culturale, in collaborazione con la Fondazione Corriere della Sera — il quotidiano di via Solferino dove per oltre vent’anni ha lavorato Eugenio Montale — e con la casa editrice Moretti & Vitali. Il riconoscimento verrà assegnato al dottor Tommaso Priviero, giovane psicoanalista junghiano con base a Londra, per il volume Fuoco e Forma. Jung, Dante e il Libro Rosso (Moretti & Vitali). Priviero si occupa in particolare di storia della psicologia e dello studio delle intersezioni tra psicoanalisi, filosofia e letteratura.
Questa nuova sezione, concepita nel 2025 in concomitanza con il doppio anniversario — i 150 anni dalla nascita di Jung e i 50 anni dall’assegnazione del Premio Nobel a Eugenio Montale — prende avvio nel 2026, nel 130° anniversario della nascita del poeta.
La cerimonia si aprirà con i saluti del presidente della Fondazione Ambrosianeum Fabio Pizzul. Interverranno quindi Marco Garzonio, presidente dell’associazione Il Doppio Sguardo; Adriana Beverini, presidente del Premio Montale Fuori di Casa; Roberto Stringa, direttore generale della Fondazione Corriere della Sera; e Carla Stroppa, psicoanalista junghiana, scrittrice e coordinatrice scientifica della casa editrice Moretti & Vitali che ha pubblicato il libro del premiato.
Nel corso della cerimonia, Tommaso Priviero proporrà una lettura psicoanalitica di una delle poesie più enigmatiche di Eugenio Montale, “A questo punto” (1973), componimento della maturità in cui il poeta invita se stesso a prendere atto e liberarsi dell’ombra che lo ha accompagnato nella vita — pensiero, maschera, autoinganno — alla ricerca della propria identità o, in termini psicoanalitici, di un autentico processo di individuazione. Come si legge nella motivazione del Premio: «Il libro è frutto di una ricerca originale e ampiamente documentata, condotta con grande passione. Il volume mostra come la lettura di Dante sia stata per Jung fonte di ispirazione e guida nel drammatico confronto che il fondatore della Psicologia Analitica avviò con il proprio inconscio e con quello collettivo in un passaggio epocale: gli anni in cui l’Europa entrò nel vortice distruttivo della Prima guerra mondiale».
Nel libro Priviero ricorda inoltre, tra i numerosi riferimenti culturali, il lavoro della studiosa americana Irma Brandeis The Ladder of Vision. A Study of Dante’s Comedy (Anchor Books, New York, 1960). Brandeis è nota ai lettori di Montale anche come la figura cantata dal poeta con il nome di “Clizia”. Critica letteraria e italianista, raffinata dantista, contribuì all’esegesi della Commedia attraverso un’analisi approfondita delle immagini e dei simboli, interpretati non come semplice ornamento ma come strumenti di conoscenza.

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