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21 Aprile 2026

Un mondo senza vaccini: conseguenze devastanti per l’umanità

AGIPRESS – FIRENZE – Senza i vaccini il mondo sarebbe caratterizzato da un’aspettativa di vita drasticamente ridotta, un’elevata mortalità infantile e la costante presenza di epidemie devastanti che oggi consideriamo ricordi del passato. Questo tema sarà l’oggetto dell’appuntamento Dialoghi in cerchio promosso da sfogliamo.eu alle Giubbe Rosse, in piazza della Repubblica a Firenze, mercoledi 22 aprile alle 17.30. Il Dialogo, condotto da Stefano Bisi, sarà con Emanuele Montomoli (nella foto), professore ordinario di Igiene e sanità pubblica all’università di Siena. Ecco le principali conseguenze di un mondo privo di vaccinazioni:

1. Ritorno di malattie letali ed endemiche come il vaiolo: Prima della sua eradicazione (avvenuta ufficialmente nel 1980), il vaiolo ha causato tra i 300 e i 500 milioni di morti solo nel XX secolo. Senza il vaccino, questa malattia continuerebbe a uccidere o sfigurare milioni di persone ogni anno.
Poliomielite: Malattia che prima degli anni ’50 paralizzava migliaia di bambini. In Italia l’ultimo caso risale al 1982; senza vaccini, intere generazioni continuerebbero a vivere con il rischio di paralisi irreversibili. Ma anche Morbillo, Difterite e Tetano: Queste malattie tornerebbero a essere cause primarie di morte infantile e complicanze gravi (come cecità o sordità nel caso del morbillo).
2. Impatto demografico e sociale: la sopravvivenza dei bambini fino all’età adulta sarebbe un evento molto meno certo. Storicamente, la “cesura” tra mondo antico e moderno è segnata proprio dall’introduzione di vaccini e antibiotici. La vita media sarebbe sensibilmente più bassa a causa della vulnerabilità costante a virus e batteri oggi prevenibili. Senza la protezione collettiva, anche i soggetti più fragili che non possono vaccinarsi (come gli immunodepressi) sarebbero esposti a rischi mortali costanti.
3. Conseguenze economiche e sanitarie: solo negli ultimi 20 anni, i vaccini hanno permesso di risparmiare circa 350 miliardi di dollari in spese sanitarie globali e hanno salvato circa 20 milioni di vite. Le strutture sanitarie sarebbero costantemente impegnate a gestire emergenze epidemiche, rendendo difficile la cura di altre patologie

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