
AGIPRESS – Genova — Svolta storica per la tutela degli animali da compagnia in Europa. Il Parlamento Europeo ha approvato le prime norme comunitarie su allevamento, identificazione e tracciabilità di cani e gatti, introducendo standard più rigorosi in tutto il territorio dell’Unione.
Il regolamento prevede un adeguamento progressivo per allevatori, venditori, rifugi e proprietari. Tra le principali novità figurano il divieto di accoppiamenti tra consanguinei, lo stop alle pratiche di allevamento dannose per la salute e il divieto di mutilazioni a fini estetici o competitivi. Più severi anche i controlli sulle importazioni da Paesi terzi, con obbligo di microchip e preregistrazione degli animali prima dell’ingresso nell’UE.
Al risultato ha contribuito anche la Fondazione Capellino, impegnata nella tutela degli animali e della biodiversità e promotrice della cosiddetta Reintegration Economy, un modello sostenuto dai profitti di Almo Nature Benefit SpA. La fondazione fa inoltre parte della rete europea Enterprise Network of Enterprise Foundations, che riunisce realtà impegnate a coniugare attività economica e finalità sociali. Un passaggio chiave nel percorso normativo è stato il White Paper presentato nell’ottobre 2025 insieme allo European Institute for Animal Law and Policy, che ha portato all’attenzione delle istituzioni europee temi come il legame uomo–animale e la necessità di standard più elevati di protezione.
«Si tratta di un avanzamento fondamentale verso un’Europa più responsabile», ha dichiarato Pier Giovanni Capellino, fondatore e presidente della fondazione, sottolineando come questo rappresenti però solo un punto di partenza per il pieno riconoscimento degli animali da compagnia come membri della famiglia. Il testo è stato approvato con 558 voti favorevoli, 35 contrari e 52 astensioni e dovrà ora essere formalmente adottato dal Consiglio dell’Unione europea prima dell’entrata in vigore. La decisione segna un cambiamento culturale significativo: dalla logica del possesso a quella della responsabilità, aprendo la strada a un’Europa in cui cani e gatti siano sempre più riconosciuti come esseri senzienti e parte integrante della comunità. AGIPRESS





