DIRETTORE RESPONSABILE FRANCESCO CARRASSI

26 Settembre 2025

Ucciso e fatto a pezzi, il cuoco confessa: Sì, sono stato io

AGIPRESS – Spoleto – A 30 ore dal fermo, il cuoco ucraino di 33 anni Dmytro Shuryn,  ha ammesso durante l ‘ interrogatorio in carcere davanti al gip Maria Silvia Festa e al procuratore capo Claudio Cicchella di essere lui l’autore dell’omicidio di Bala Sagor, 21 anni, vice cuoco bangladese, avvenuto la mattina del 18 settembre. Assistito dall’avvocato Donatella Panzarola, l’uomo ha spiegato di aver colpito la vittima con un coltello durante una lite per un prestito non restituito. Quindi avrebbe smembrato il cadavere e se ne sarebbe disfatto nei giorni successivi. Durante la confessione pare abbia anche fornito indicazioni per il recupero delle parti mancanti del corpo  (nel parco pubblico in cui è avvenuto il macabro rinvenimento lunedì sera era stata recuperata solo una parte del cadavere) e i coltelli usati. Gli accertamenti medico-legali dovranno ora confermare la sua versione.  Decisivi per indirizzare le indagini sono stati i filmati delle telecamere di videosorveglianza della zona che hanno ripreso Bala Sagor, conosciuto da tutti col nomignolo di Obi, mentre entrava in casa di Shuryn la mattina del18 settembre, giorno in cui si erano poi perse le sue tracce. Le stesse telecamere avrebbero ripreso poi l ‘ucraino intento a sbarazzarsi del cadavere proprio con la bicicletta della vittima, abbandonata in seguito nel parco pubblico davanti casa a pochi metri dal sacco contenente parte del corpo orrendamente sezionato. 

Le indagini si erano comunque concentrate fin da subito sul 33enne anche grazie alle testimonianze degli amici di Obi, che avevano riferito dell’appuntamento fissato con lui poco prima della scomparsa. Ulteriori riscontri hanno confermato i sospetti: di Shuryn sarebbe stata nota la ludopatia che lo avrebbe portato a contrarre  debiti con diverse persone, tra cui la giovane vittima. Ora, seguendo le indicazioni fornite dal cuoco ucraino, gli investigatori avvieranno le ricerche dei resti del corpo della vittima. Intanto la comunità spoletina ancora sotto shock si stringe intorno ai familiari del ragazzo ucciso che lavorava come aiuto cuoco ed era benvoluto da tutti.
D. Mil.
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