
AGIPRESS – Dalla memoria industriale a laboratorio del gusto contemporaneo. Nell’area della Fonderia, uno dei simboli della trasformazione urbana di Treviso, prende forma un progetto innovativo che unisce vino, ristorazione e mixology: è Cantina Futurista, la nuova urban winery ideata dai fratelli Enrico Fagotto e Alberto Fagotto.
Un concept ancora raro in Italia, che porta la vinificazione direttamente in città e, soprattutto, sotto gli occhi dei clienti. La cantina “a vista” – cuore del progetto – entrerà pienamente in funzione con la vendemmia di settembre, ma il locale è già operativo con una selezione iniziale di venti etichette.
Situata in via Fonderia 41, all’interno di uno spazio di 750 metri quadrati recuperato e ristrutturato, Cantina Futurista si sviluppa tra ristorante, cocktail bar e area produttiva. Qui il vino non è solo protagonista della carta, ma diventa esperienza diretta: le fasi di lavorazione saranno visibili dai tavoli, disposti su due livelli, mentre al centro della sala spicca una grande vasca di vinificazione che ospita un ulivo secolare, simbolo di continuità tra tradizione e innovazione.
A guidare la produzione sarà Enrico Fagotto, enologo con esperienze in Italia e all’estero, che punta su tecniche sperimentali e approcci artigianali: “Vinificheremo in città utilizzando anfore e barrique, con una proposta dinamica che cambierà di anno in anno in base alle migliori uve selezionate”, spiega. Tra i progetti anche una linea di Metodo Classico con affinamento minimo di tre anni.
Accanto alla cantina, il fratello Alberto cura l’anima gastronomica e la mixology. L’offerta non si limita al vino: spazio anche a birre artigianali e a una gamma di distillati – tra cui gin, amaro, vodka e rum – realizzati su ricette proprietarie. A completare la proposta, collaborazioni di prestigio come quella con Wilson & Morgan per etichette premium.
Il menu riflette la stessa filosofia: una cucina che rilegge la tradizione veneta in chiave contemporanea, con accostamenti creativi e una forte attenzione alle tecniche di fermentazione. La carta dei vini privilegia produzioni artigianali, fermentazioni spontanee e macerazioni, con una selezione che spazia dai “col fondo” ai Metodo Classico, fino agli orange wine e ai rossi strutturati.
“Non volevamo creare solo un locale, ma un’esperienza sensoriale completa – sottolinea Alberto Fagotto –. Il vino è il punto di partenza, ma dialoga con cucina e distillazione in un unico spazio. È la nostra idea di cantina del futuro”.
Con Cantina Futurista, la Fonderia scrive un nuovo capitolo della sua evoluzione: da polo industriale a laboratorio urbano dell’enogastronomia, dove tradizione e innovazione si incontrano nel segno del gusto.




