DIRETTORE RESPONSABILE FRANCESCO CARRASSI

2 Ottobre 2025

Tre Ciotole: Isabel Coixet porta sullo schermo Michela Murgia tra cibo, desiderio e malattia

AGIPRESS –  Con Tre Ciotole, in uscita il 9 ottobre, Isabel Coixet affronta una sfida complessa: trasformare in cinema la scrittura intima e tagliente di Michela Murgia. Prodotto da Cattleya e distribuito da Vision Distribution, il film vede protagonisti Alba Rohrwacher ed Elio Germano, affiancati da Francesco Carril e Giorgio Colangeli, in una storia che intreccia il dolore di una separazione con la riscoperta del corpo e dei suoi limiti.

La trama si apre su Marta e Antonio, una coppia apparentemente solida che, dopo un litigio minore, si disgrega. Lui, aspirante chef, riversa tutta la frustrazione nella cucina, cercando nel lavoro una via di fuga dal ricordo dell’ex compagna. Lei, invece, si ripiega nel silenzio, smettendo di provare appetito, come se il cibo stesso fosse diventato indigesto. Ma presto Marta scoprirà che quella mancanza di fame non è solo una metafora della perdita, bensì il segnale concreto di una malattia che cambia radicalmente la percezione della vita: non solo i sapori mutano, ma anche i suoni, i desideri e le certezze di un tempo.
Coixet, regista spagnola capace di scandagliare con sensibilità le zone fragili dell’esistenza, utilizza la materia narrativa di Murgia per esplorare il legame sottile tra nutrimento, amore e morte, cercando di restituire visivamente quell’oscillazione tra perdita e rinascita che nella scritto si esprimeva attraverso immagini domestiche e gesti quotidiani. Se da un lato mette in scena la frattura di una relazione, dall’altro affronta l’irruzione della malattia, che priva il corpo della sua immediatezza e obbliga a ridefinire priorità e affetti. Coixet sembra volerci dire che l’amore non si esaurisce nel momento della rottura, ma lascia tracce che si mescolano al bisogno di sopravvivenza.

L’operazione, tuttavia, porta con sé una sfida evidente: riuscire a mantenere intatta la densità simbolica del testo di Murgia senza trasformarla in un compiaciuto estetismo. Molto dipenderà dalla fotografia di Guido Michelotti, chiamata a trovare un equilibrio tra il realismo delle cucine e delle stanze domestiche e la dimensione quasi sensoriale che la regista ama evocare.
Un film che, se riuscirà a mantenere la delicatezza della scrittura originale senza cadere nella retorica, potrà rappresentare uno degli appuntamenti più significativi della prossima stagione cinematografica italiana ed europea.

Elena Sofia Vitali

AGIPRESS

ARTICOLI CORRELATI
Torna in alto